Benvenuti alla nostra pagina dedicata alla fornitura al fac simile di lettera di revoca incarico professionale. Questo documento è un elemento essenziale per formalizzare la decisione di terminare un rapporto professionale con un consulente, un avvocato, un commercialista o qualsiasi altro professionista. Per facilitare il vostro compito, abbiamo preparato un modello standard di lettera di revoca che potete scaricare, modificare e personalizzare secondo le vostre esigenze specifiche. Il modello è disponibile sia in formato Word, facile da modificare, sia in formato PDF, pronto per la stampa. Utilizzate questi strumenti per garantire che la vostra comunicazione sia chiara, professionale e rispettosa delle normative vigenti.
Revoca di incarico professionale
La revoca di un incarico professionale, in diritto italiano, è in sostanza il modo con cui il cliente mette fine a un contratto di prestazione d’opera intellettuale. Il riferimento generale è agli articoli 2229 e seguenti del codice civile, e in particolare all’articolo 2237 c.c., che disciplina proprio il recesso dal contratto d’opera: il cliente può sempre recedere, anche senza giusta causa, ma deve corrispondere al professionista il compenso per l’opera già svolta e, se recede senza motivo, può essere tenuto a risarcire il danno.
Dal punto di vista giuridico, l’incarico al professionista (avvocato, commercialista, architetto, consulente, medico libero professionista, ecc.) è un contratto di lavoro autonomo. Non è un rapporto di lavoro subordinato, quindi non si applicano regole su “licenziamenti” o simili: la chiave sta nella fiducia, ed è per questo che al cliente non può essere imposto di continuare a farsi assistere da qualcuno di cui non si fida più. La legge, però, bilancia questa libertà con il diritto del professionista a essere pagato per quanto ha effettivamente fatto e, entro certi limiti, ad essere tutelato se la revoca arriva in un momento particolarmente pregiudizievole.
L’articolo 2237 c.c. prevede che il cliente possa recedere “a suo arbitrio”, ma con due contrappesi. Il primo è l’obbligo di pagare il compenso per le prestazioni già eseguite e per le spese sostenute. Il secondo riguarda il danno: se la revoca è senza giusta causa, il professionista può chiedere un risarcimento, per esempio quando aveva rifiutato altri incarichi confidando su quello, oppure ha sostenuto costi organizzativi specifici che non verranno recuperati. Quanto questo danno sia concretamente dovuto dipende dal caso, ma l’idea di fondo è che la libertà di sciogliersi dal rapporto non può trasformarsi in un’ingiustificata penalizzazione economica del professionista.
Dal lato del professionista esiste uno speculare diritto di recesso, ma in questo caso è richiesta una giusta causa. Un avvocato, un medico o un consulente non possono abbandonare il cliente da un giorno all’altro senza motivo, soprattutto se ciò lo esporrebbe a pregiudizi seri (si pensi a una udienza imminente o a un termine di decadenza fiscale vicino). Il professionista può recedere se emergono contrasti insanabili, se mancano i presupposti minimi per svolgere l’incarico, se il cliente non collabora o non paga quanto dovuto, ma deve farlo in modo da non danneggiare il cliente, rispettando gli obblighi deontologici della categoria e cercando di assicurare un passaggio di consegne ordinato.
Per il cliente, la forma della revoca non è rigidamente tipizzata dalla legge, ma la realtà pratica impone di farla per iscritto e in modo tracciabile. Una telefonata o un colloquio possono avere un valore di cortesia, ma in caso di contestazioni non sono facili da provare. Una lettera raccomandata, una PEC, una mail con conferma o un documento firmato a mano con data consentono di fissare con chiarezza il momento in cui l’incarico termina. Spesso nel contratto o nella lettera d’incarico è previsto espressamente che il recesso debba essere comunicato in una certa forma: rispettarla evita discussioni su quando cessano i doveri del professionista e cominciano quelli di chi subentra.
Un capitolo delicato riguarda proprio il “prima” e il “dopo” della revoca. Fino al momento in cui viene comunicata, il professionista resta responsabile di svolgere diligentemente l’incarico, di rispettare scadenze, termini, udienze, adempimenti. Dopo la revoca, la responsabilità ordinaria per il futuro cessa, ma restano tutte le responsabilità eventualmente maturate per attività pregresse svolte in modo negligente. È importante quindi che il cliente si coordini bene sul piano dei tempi: revocare, per esempio, il mandato all’avvocato il giorno prima di una udienza senza aver già individuato un sostituto può creare un vuoto operativo che poi ricade sul cliente stesso. Nei rapporti più complessi, spesso la revoca viene accompagnata da una richiesta espressa di compiere ancora alcune attività minime urgenti (depositare un atto, chiedere un rinvio) prima dell’effettivo passaggio al nuovo professionista.
Altro tema centrale è la documentazione. Il professionista è tenuto a restituire gli originali dei documenti ricevuti dal cliente e a consegnare ciò che è necessario per la prosecuzione del lavoro da parte di un altro incaricato: fascicolo di causa, contabilità, elaborati tecnici, certificazioni, tracciati, progetti. Trattenere i documenti come forma di pressione per ottenere il pagamento è in linea di massima contrario ai doveri deontologici, anche se il professionista mantiene naturalmente il diritto di agire per il recupero del proprio credito. Nella pratica, nella lettera di revoca conviene indicare in modo chiaro che si richiede la consegna del fascicolo o dei documenti entro un certo termine e specificare se saranno ritirati personalmente, dal nuovo professionista o inviati in copia.
Sul piano economico, la revoca porta quasi sempre alla fase dei conti. Se c’è un accordo scritto sui compensi, di solito si procede a un calcolo proporzionale rispetto al lavoro effettivamente svolto fino a quel momento, tenendo conto delle attività portate a termine, di quelle in corso e delle spese vive sostenute. Nei rapporti a forfait o a canone, bisogna capire se il compenso era collegato al risultato (ad esempio un intero processo, una pratica edilizia fino al titolo conclusivo) o a singole fasi, e come il contratto disciplina l’ipotesi di interruzione anticipata. Clausole che pretendano il pagamento integrale del compenso, anche se l’incarico viene revocato dopo un periodo molto breve, possono essere discusse alla luce del principio di proporzionalità, soprattutto nei rapporti con clienti “deboli”, ma la valutazione va fatta caso per caso.
Per alcune professioni esistono regole particolari. Nel caso degli avvocati, per esempio, la revoca del mandato difensivo non incide automaticamente sulla procura alle liti depositata in giudizio: è necessario che il cliente conferisca nuova procura a un altro difensore o che il difensore revocato comunichi la cessazione del mandato e chieda di essere estromesso dal fascicolo, nel rispetto del diritto di difesa. Nei rapporti medico-paziente in regime libero professionale, porre fine al rapporto assistenziale può avere conseguenze delicate se il paziente è in trattamento continuo: anche qui il professionista deve organizzare un passaggio di consegne che non lasci scoperta la posizione sanitaria della persona.
Dal punto di vista probatorio, la revoca dell’incarico professionale ha un riflesso importante anche su eventuali azioni di responsabilità. Se il cliente ritiene che il professionista abbia commesso errori gravi, spesso la revoca è il primo passo per interrompere il rapporto e poi valutare, con un altro consulente o con un legale, se intraprendere un’azione risarcitoria. In questi casi la lettera di revoca dovrebbe essere calibrata con attenzione: si può accennare ai motivi che hanno fatto venir meno la fiducia, ma è prudente evitare formulazioni avventate che potrebbero trasformarsi in diffamazione o complicare il contenzioso successivo. In situazioni critiche è frequente che la revoca venga redatta direttamente da un avvocato.
C’è anche un aspetto di “politica del rapporto”: non sempre la revoca è conflittuale. Molte volte si tratta semplicemente di cambi organizzativi, di trasferimenti, di scelte economiche diverse. In questi casi è possibile impostare una revoca ordinata, con un periodo di accompagnamento, chiusura contabile concordata e consegna ordinata di tutto il materiale, limitando al minimo le frizioni. In altri casi, invece, la revoca è la punta dell’iceberg di tensioni accumulate, e allora diventa ancora più importante non perdere di vista il profilo legale: qualunque cosa si scriva resterà come documento e potrà essere letta, in futuro, anche da un giudice o da un Ordine professionale.
Esempio lettera di revoca incarico professionale
Revoca con preavviso contrattuale (generico)
Oggetto: Revoca dell’incarico professionale conferito in data [data]
Spett.le [Nome e Cognome / Studio]
[Indirizzo] – [PEC/Email]
con la presente revoco con effetto dal [data di efficacia, nel rispetto del preavviso di __ giorni] l’incarico professionale da me conferito in data [data conferimento] relativo a [oggetto dell’incarico].
Vi invito a sospendere ogni ulteriore attività eccedente l’ordinaria gestione del passaggio e a trasmettere entro [data] copia integrale del fascicolo, degli elaborati e della documentazione in vostro possesso, nonché l’estratto delle prestazioni svolte ai fini della liquidazione delle competenze maturate sino alla data di efficacia.
Resto in attesa della fattura di chiusura (senza attività ulteriori) e dei riferimenti per il ritiro dei documenti originali.
Distinti saluti,
[Nome Cognome / Ragione sociale]
[Recapiti] – [Firma]
Revoca per sopravvenuto conflitto di interessi / ragioni di opportunità
Oggetto: Revoca incarico per sopravvenute ragioni di opportunità
Egregio/a [Titolo + Cognome],
a seguito di [breve descrizione: es. emersione di potenziale conflitto di interessi / nuova relazione professionale che coinvolge la controparte], ritengo non più opportuno proseguire il rapporto.
Con la presente revoco l’incarico conferito in data [data] relativo a [oggetto], con efficacia dal [data]. Vi chiedo di consegnare il fascicolo e ogni documento/credenziale in vostro possesso e di indicare gli adempimenti urgenti residui per evitare pregiudizi. Le competenze maturate fino alla data di efficacia saranno riconosciute secondo il preventivo/contratto.
Cordiali saluti,
[Nome Cognome / Ragione sociale]
[Recapiti] – [Firma]
Revoca per inadempimento / prestazioni non conformi
Oggetto: Revoca dell’incarico per inadempimento – messa in mora e richiesta documenti
Spett.le [Professionista/Studio],
nonostante i precedenti rilievi del [date richiami], persistono inadempimenti relativi a [specificare: ritardi, mancata esecuzione di attività, scostamenti da preventivo senza autorizzazione].
Pertanto revoco con effetto immediato l’incarico conferito in data [data] su [oggetto]. Vi intimo di trasmettere entro [__] giorni tutto il materiale prodotto e il fascicolo completo, nonché di indicare eventuali scadenze imminenti. Mi riservo di contestare le competenze non proporzionate e di agire per il risarcimento dei danni eventualmente subiti.
Distinti saluti,
[Nome Cognome / Ragione sociale]
[Recapiti] – [Firma]
Revoca per conclusione fase e nomina di nuovo professionista
Oggetto: Revoca incarico e subentro nuovo referente
Gentile [Nome],
considerata la scelta di proseguire l’attività con un diverso professionista, Le comunico la revoca dell’incarico in corso (conferito il [data]) riguardante [oggetto], con efficacia dal [data].
Il nuovo referente è [Nome Cognome / Studio], PEC [____], al/alla quale Vi invito a trasferire il fascicolo e ogni informazione utile per la continuità operativa. Restano dovute le competenze maturate fino alla data di efficacia, da fatturarsi secondo accordi. Vi ringrazio per la collaborazione prestata.
Cordiali saluti,
[Nome Cognome / Ragione sociale]
[Recapiti] – [Firma]
Revoca per variazione condizioni economiche / superamento budget
Oggetto: Revoca incarico per modifica condizioni economiche
Spett.le [Professionista/Studio],
preso atto della variazione delle condizioni economiche comunicate in data [data comunicazione] e del superamento del budget concordato senza mia preventiva autorizzazione, comunico la revoca dell’incarico [oggetto], con efficacia dal [data].
Vi chiedo di inviare riepilogo delle attività svolte e nota proforma limitata alle prestazioni effettivamente eseguite e autorizzate, nonché di restituire entro [data] tutta la documentazione in vostro possesso. Eventuali ulteriori richieste economiche non concordate saranno rigettate.
Distinti saluti,
[Nome Cognome / Ragione sociale]
[Recapiti] – [Firma]
Fac simile lettera di revoca incarico professionale editabile da scaricare
Nel seguente paragrafo, presenteremo un modello di lettera di revoca di incarico professionale, un documento formale che permette di terminare i servizi di un professionista precedentemente ingaggiato. Questo documento è essenziale per garantire che entrambe le parti siano a conoscenza della fine del rapporto professionale e per evitare possibili problemi legali o malintesi. Il modello sarà disponibile sia in formato Word che PDF, per garantire la massima flessibilità di utilizzo. Prima di procedere con l’utilizzo del modello, è sempre consigliabile consultare un legale o un consulente professionale per assicurarsi che tutti gli aspetti siano gestiti correttamente.