In questa guida mettiamo a disposizione un modulo richiesta certificato carichi pendenti.
Come Richiedere il Certificato dei Carichi Pendenti
Il certificato dei carichi pendenti è rilasciato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale e attesta l’esistenza, alla data del rilascio, di procedimenti penali in corso a carico di una persona, cioè procedimenti per i quali non sia ancora intervenuta una decisione definitiva. Non è un “casellario” delle condanne, non riporta le sentenze passate in giudicato né le misure già definitive: per quelle esiste il certificato del casellario giudiziale. È quindi uno strumento diverso e complementare, richiesto con frequenza in contesti di selezione del personale, appalti, accreditamenti, adozioni internazionali, pratiche consolari o visti, quando l’ente destinatario vuole sapere se siano in corso processi penali rispetto al dichiarante. Proprio perché fotografa una situazione “viva”, ha una validità tipicamente limitata a sei mesi e conviene procurarselo solo quando serve davvero.
La competenza al rilascio è dell’ufficio certificazioni della Procura. Puoi rivolgerti allo sportello del Tribunale dove risiedi o, in molti casi, anche ad altre Procure, perché la verifica avviene su registri informatici della giustizia penale che consentono di individuare i procedimenti pendenti riferiti al soggetto. Prima di presentarti, verifica sul sito della Procura prescelta orari, modulistica e canali disponibili, perché sempre più uffici consentono la richiesta anche online con pagamento pagoPA e ritiro in formato digitale o allo sportello. Se devi usarlo all’estero, informati subito su apostille o legalizzazione: i certificati giudiziari italiani, per avere valore fuori dal territorio nazionale, spesso devono essere muniti di apostille della Procura o legalizzati secondo gli accordi con il Paese di destinazione.
Per la domanda occorrono i dati anagrafici esatti e un documento di identità valido; se presenti l’istanza per una terza persona serve una delega firmata con le copie dei documenti del delegante e del delegato. Chi è all’estero di regola può chiedere tramite consolato o con delega a persona di fiducia in Italia. Al momento della richiesta ti verrà chiesto di specificare l’uso: la finalità incide sul regime fiscale del certificato perché l’imposta di bollo non è sempre dovuta. Per molte procedure di pubblico interesse, ad esempio l’adozione o alcune controversie di lavoro e previdenza, sono previste esenzioni; in altri casi si versano l’imposta di bollo e i diritti di certificato in misura predeterminata. Evita di affidarti a cifre “a memoria” e leggi l’informativa aggiornata dell’ufficio, perché importi e modalità di pagamento sono stabiliti per legge e circolari e possono cambiare.
I tempi di rilascio sono di solito rapidi: quando non emergono particolarità l’emissione è spesso contestuale allo sportello o nel giro di pochi giorni lavorativi se hai presentato la domanda online o in una Procura diversa. Se invece la verifica richiede approfondimenti, ad esempio per omonimie o per procedimenti registrati presso uffici lontani, può essere necessario un tempo maggiore. Per gli usi urgenti è opportuno presentarsi con largo anticipo rispetto alle scadenze del bando o dell’ente che lo richiede. Il certificato viene rilasciato in originale con timbro e firma del funzionario, oppure in formato digitale con firma elettronica qualificata quando il servizio telematico è attivo; in quest’ultimo caso chiedi all’ente destinatario se accetta la versione digitale firmata o pretende la copia analogica conforme.
È importante non confondere il certificato con l’autocertificazione. Nei rapporti con Pubbliche Amministrazioni e gestori di pubblici servizi il cittadino non deve esibire certificati: può sostituirli con dichiarazioni sostitutive ai sensi del DPR 445/2000, e le amministrazioni sono obbligate ad accettarle e a verificare d’ufficio i dati dichiarati. La richiesta del certificato ha quindi senso soprattutto quando il destinatario è un soggetto privato che non accetta l’autodichiarazione, oppure quando una norma di settore pretende proprio il documento giudiziario originale per finalità specifiche. Se ti trovi di fronte a una PA che ti chiede il certificato per una procedura interna, puoi legittimamente presentare l’autocertificazione; in caso di dubbio, domandane per iscritto la necessità e la base normativa.
Un altro punto spesso trascurato riguarda l’oggetto del certificato e i suoi limiti. Il documento attesta i procedimenti penali in corso risultanti dai registri giudiziari; non copre sanzioni amministrative, non segnala indagini informali non ancora iscritte a carico, non riporta misure non penali e non certifica un’inesistenza “assoluta” di qualsivoglia contestazione. È una fotografia giuridica alla data di rilascio, non una garanzia per il futuro: se dopo l’emissione viene iscritto un nuovo procedimento, il certificato non lo potrà ovviamente contenere. Questa natura dinamica spiega la validità limitata e la necessità, per chi lo richiede, di calibrare tempi e scadenze.
La protezione dei dati personali merita attenzione. Stai trattando informazioni giudiziarie che il Regolamento europeo sulla protezione dei dati qualifica come particolarmente delicate. Gli uffici rilasciano il certificato al diretto interessato o a un delegato con i requisiti formali; i datori di lavoro e i privati che lo richiedono hanno l’obbligo di trattarlo solo per le finalità dichiarate, conservarlo per il tempo strettamente necessario e proteggerlo da accessi non autorizzati. Se consegni il certificato a un soggetto privato, pretendine la restituzione o la distruzione trascorso l’uso per cui è stato richiesto, soprattutto quando l’esito selettivo è negativo.
Dal punto di vista pratico conviene preparare la richiesta in modo ordinato. Porta con te un documento d’identità e il codice fiscale, indica con chiarezza nome e cognome come riportati in anagrafe, evita abbreviazioni o soprannomi, verifica l’esatta ortografia in caso di doppi cognomi o diacritici, specifica il Paese di destinazione se serve l’uso estero e tieni a portata di mano le istruzioni dell’ente che ti ha chiesto il certificato. Se presenti la domanda online, conserva le ricevute di pagamento e la conferma di invio, perché possono servirti in caso di necessità di sollecito. Nel caso di delega, allega sempre la delega firmata con le copie dei documenti: senza, l’ufficio non potrà consegnare il certificato al tuo incaricato.
Capita talvolta che l’ente richiedente usi come sinonimi “casellario” e “carichi pendenti”. Non lo sono. Se nel bando non è chiaro quale dei due documenti serva, chiedi per iscritto un chiarimento, perché potresti dover produrre entrambi. Il casellario riguarda le iscrizioni definitive e alcuni provvedimenti specifici previsti dalla legge, mentre i carichi pendenti riguardano il contenzioso in corso: confonderli può farti perdere tempo o comportare la presentazione di un certificato errato, con conseguenze sulla tua domanda.
Quando la destinazione è estera, informati sulle formalità aggiuntive. Molti Paesi richiedono l’apostille ai sensi della Convenzione dell’Aja oppure la legalizzazione presso l’autorità consolare del Paese che lo riceverà; di solito l’apostille per i certificati giudiziari è rilasciata da un ufficio della Procura. In presenza di richieste in lingua, ricorda che la traduzione giurata non sostituisce il certificato: è un allegato che ne rende intelligibile il contenuto all’ente straniero, ma la validità formale resta legata all’originale italiano munito di apostille o legalizzazione. Programma i tempi in modo realistico, perché tra rilascio, apostille, traduzione e spedizione possono passare alcune settimane.
Infine, considera che il certificato è un atto pubblico: dichiarazioni false per ottenerlo o per ottenerne esenzioni dai tributi, uso indebito, alterazioni e contraffazioni sono penalmente rilevanti. Se l’ufficio rileva incongruenze documentali o sospetta un uso elusivo, può sospendere il rilascio e chiedere chiarimenti. Mantieni sempre coerenza tra la finalità dichiarata, i dati forniti e i documenti esibiti.
Modulo Richiesta Certificato Carichi Pendenti Word e PDF
Di seguito è disponibile un modulo richiesta certificato carichi pendenti Word e PDF.