In questa pagina è possibile trovare un modulo raccolta forme Word e PDF.
Raccolta Firme
La prima domanda è “per quale scopo sto raccogliendo firme?”. La cornice giuridica cambia molto a seconda dell’obiettivo. Se promuovi una petizione generica ai sensi dell’art. 50 Costituzione, di solito basta un modulo con titolo, testo chiaro della richiesta, dati del firmatario e firma autografa; l’ente destinatario decide come trattarla. Se punti a una proposta di legge di iniziativa popolare (art. 71 Cost.) servono firme di almeno 50.000 elettori su moduli conformi e firme autenticate. Per il referendum abrogativo (art. 75 Cost.) servono 500.000 elettori o 5 Consigli regionali: le sottoscrizioni devono essere autenticate da pubblici ufficiali abilitati e accompagnate dal certificato d’iscrizione nelle liste elettorali. Per il sostegno a liste e candidature valgono i testi unici elettorali, con moduli e numeri di firme fissati per livello (comunali, regionali, politiche, europee) e termini rigidi; anche qui serve autenticazione. A livello locale, statuti comunali e regionali regolano petizioni, proposte e referendum consultivi: informati prima perché cambiano modulistica, soglie e tempi. Se ti muovi sul piano europeo, l’Iniziativa dei cittadini europei ha regole proprie (moduli e piattaforme certificate dalla Commissione).
Il modulo è il tuo “documento probatorio”. Deve riportare il titolo dell’iniziativa, il testo su cui si firma (chiaro e identico su ogni foglio), i dati del proponente (comitato, referente, contatti), i campi del firmatario richiesti dalla procedura (in genere nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza o domicilio, comune di iscrizione elettorale e, quando previsto, numero del documento), la data e la firma. Se è prevista l’autenticazione, accanto alla firma va lo spazio per l’attestazione dell’ufficiale autenticatore (qualifica, timbro, data, luogo, estremi del documento mostrato). Evita campi superflui: la validità si gioca sul testo esatto, sulla leggibilità dei dati e sull’autenticazione corretta, non sulla quantità di informazioni raccolte.
L’autenticazione delle firme è richiesta per referendum, leggi di iniziativa popolare e sostegno a liste/candidati. Possono autenticare, di regola: notai; giudici di pace; cancellieri; segretari comunali e provinciali; sindaci, assessori e consiglieri (se autorizzati e nei limiti di legge); funzionari incaricati; talvolta avvocati iscritti all’albo previamente autorizzati. La persona che autentica deve identificare il sottoscrittore mediante documento valido, dichiarare che la firma è stata apposta in sua presenza, apporre data, timbro e firma, e indicare la propria qualifica. Ogni procedura elenca i soggetti abilitati: organizza per tempo la presenza di autenticatori e verifica orari e disponibilità degli uffici comunali per certificati elettorali e vidimazioni.
Lo spazio fisico va scelto e autorizzato. Se usi suolo pubblico (banchetti, gazebo, volantinaggi con tavoli) serve, salvo esenzioni locali, l’autorizzazione di occupazione suolo pubblico e il pagamento del relativo canone; alcuni comuni prevedono sportelli semplificati per iniziative civiche. In aree private aperte al pubblico (centri commerciali, piazze condominiali) occorre il consenso del proprietario/gestore. Vicino a seggi elettorali e uffici pubblici possono valere limiti di distanza o orari; durante campagne elettorali vige anche la disciplina sulla propaganda. Prevedi materiali informativi chiari, un espositore con il testo integrale dell’iniziativa e cartelli sulla privacy; organizza il flusso per evitare assembramenti e tutelare la riservatezza di chi firma.
La privacy non è un dettaglio formale. Nella raccolta firme si trattano dati personali; in molti casi si possono desumere opinioni politiche o convinzioni (categoria “particolare” ai sensi GDPR). Devi quindi identificare un titolare del trattamento (di solito il comitato promotore), spiegare in un’informativa breve a portata di mano perché raccogli i dati, quali dati servono, su quale base giuridica li tratti (adempimento di un compito di interesse pubblico quando la legge disciplina l’istituto, oppure legittimo interesse/consenso informato nelle petizioni libere), chi potrà vederli (es. uffici elettorali per le verifiche), per quanto tempo li conservi e come esercitare i diritti. Raccogli solo i dati richiesti dalla procedura; riponi i moduli in cartelline non visibili ai passanti; trasporta e custodisci gli originali in modo sicuro; limita l’accesso ai soli incaricati; definisci tempi di cancellazione o anonimizzazione una volta conclusa la verifica/trasmissione all’autorità. Se digitalizzi moduli o usi piattaforme online, scegli strumenti che assicurino cifratura, log e conservazione integra; quando la norma consente la sottoscrizione elettronica (firma digitale, SPID/CIE tramite piattaforme abilitate) utilizza un fornitore che rispetti i requisiti tecnici e conserva le ricevute elettroniche.
La gestione operativa decide la validità. Prepara moduli già intestati e numerati; usa penne scure e stampa chiara; istruisci i volontari a far compilare in stampatello e a verificare che i campi obbligatori siano completi; separa i fogli per comune se l’ufficio elettorale richiede certificati di iscrizione elettorale per ogni firmatario; programma giornate fisse per l’autenticazione e per la richiesta dei certificati in Comune (molti uffici hanno orari dedicati). Tieni un registro di consegna e ritiro dei blocchi per tracciare chi ha raccolto cosa e dove; in caso di errori materiali, fai ricompilare il rigo su un nuovo modulo, non correggere a mano. Rispettare le scadenze è vitale: alcune procedure hanno finestre temporali strette per la raccolta, l’autenticazione, il rilascio dei certificati e il deposito degli atti; costruisci la tua retro-planning a ritroso dalla data di deposito, lasciando margine per lo scarto fisiologico di firme non certificate o non leggibili.
La comunicazione ai firmatari deve essere onesta e verificabile. Mostra sempre il testo integrale dell’iniziativa e l’ente destinatario; non promettere effetti che la procedura non garantisce (una petizione non vincola il Parlamento o il Comune, ma li impegna a prendere in considerazione la richiesta); chiarisci se i dati saranno usati solo per la procedura o anche per aggiornamenti sull’iniziativa e, in quest’ultimo caso, raccogli un consenso separato e revocabile. Se attivi canali digitali (sito, social, email), mantieni coerenza tra ciò che si firma al banchetto e ciò che si dichiara online.
Il deposito e la verifica chiudono il cerchio. Per referendum, iniziative popolari e sostegni elettorali il pacchetto finale comprende moduli originali con firme autenticate, eventuali certificati elettorali, verbali del comitato, atti costitutivi e, talvolta, relazione illustrativa: prepara un indice, rilega o sigilla i plichi, protocolla la consegna. Aspettati controlli a campione su autenticità, iscrizione nelle liste elettorali, completezza dei dati e coerenza del testo. Conserva copia digitale (scanner) dei moduli, ma ricorda che fanno fede gli originali; organizza la conservazione e l’accesso per eventuali ricorsi o integrazioni richieste dall’autorità competente.
Modulo per Raccolta Firme Word e PDF
Di seguito è possibile trovare un modulo raccolta firme Word e PDF.