In questa guida viene proposto un modulo cambio di residenza.
Come Cambiare la Residenza
La residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale; non è una scelta “di comodo”, ma il riflesso giuridico del posto dove vivi stabilmente. Quando ti trasferisci, devi dichiararlo al nuovo Comune entro venti giorni: è un obbligo previsto dalla disciplina anagrafica e serve a tenere aggiornati i registri della popolazione residente. La dichiarazione si presenta allo sportello anagrafe o online se il Comune aderisce ai servizi digitali ANPR, indicando il nuovo indirizzo, la data di effettivo trasferimento, chi entra con te nel nucleo familiare e il titolo che giustifica l’occupazione dell’alloggio (proprietà, locazione registrata, comodato, ospitalità autorizzata). Si allegano i documenti di identità e il codice fiscale dei componenti; per i cittadini di Paesi terzi va esibito il permesso di soggiorno in corso di validità, mentre per i cittadini UE si seguono le regole sul soggiorno, con eventuale prova di lavoro o autosufficienza. Se si sposta anche un minore, l’ufficio richiede di norma l’assenso dell’altro genitore o un provvedimento che disciplina l’affidamento, perché lo spostamento della residenza del figlio non può essere deciso unilateralmente in assenza di accordo o di titolo.
Dal momento in cui presenti la dichiarazione, l’iscrizione anagrafica è registrata subito “in via provvisoria” con effetti retrodatati alla data della domanda; entro quarantacinque giorni la Polizia Locale o l’ufficio anagrafe effettua l’accertamento sulla dimora abituale. Se il controllo è positivo o non arrivano rilievi nel termine, la residenza diventa definitiva per silenzio-assenso e resta valida sin dalla data della dichiarazione. Se invece l’accertamento ha esito negativo perché non abiti davvero all’indirizzo dichiarato, il Comune annulla l’iscrizione con effetto retroattivo; in quel caso decadono i benefici eventualmente ottenuti e scattano le responsabilità per dichiarazioni mendaci, con sanzioni amministrative e profili penali previsti dal DPR 445/2000. Per questo conviene indicare un recapito dove sei effettivamente reperibile, assicurarti che sul citofono o nella cassetta postale compaia il cognome, e mettere a disposizione, se richiesto, documenti che provano la disponibilità dell’alloggio.
Il cambio di residenza produce effetti a catena. Sul piano civile e fiscale determina il Comune competente per servizi e tributi personali; incide sull’IMU “prima casa” e sui benefici collegati all’abitazione principale, su scuola e servizi educativi, sul medico di base e sull’ASL di riferimento, che puoi cambiare dopo l’iscrizione anagrafica scegliendo un nuovo medico tra quelli disponibili. Sul fronte della circolazione, la comunicazione del Comune aggiorna automaticamente gli archivi della Motorizzazione e del PRA: non devi richiedere etichette o duplicati della patente e del documento di circolazione, perché l’indirizzo non è più riportato fisicamente sui documenti e l’allineamento avviene per via telematica; conserva comunque la ricevuta della variazione anagrafica finché gli archivi non risultano allineati. La nuova residenza rileva anche per la competenza territoriale di molti uffici (giudice di pace, commissioni tributarie, INPS) e per la validità delle notifiche: atti e comunicazioni spediti all’indirizzo anagrafico si presumono conosciuti secondo le regole ordinarie.
Nel caso di convivenze e nuclei familiari preesistenti, l’ufficio anagrafe verifica se i nuovi arrivati devono costituire una nuova famiglia anagrafica o unirsi a quella già registrata, in base ai legami di parentela, matrimonio, unione civile o convivenza di fatto; questa scelta pesa su ISEE e accesso a prestazioni sociali, dunque è importante dichiarare correttamente i rapporti. Se ospiti cittadini stranieri extra-UE, la residenza non sostituisce gli obblighi di sicurezza pubblica: resta ferma la dichiarazione di ospitalità entro quarantotto ore quando prevista dalla legge sull’immigrazione. Per chi invece si trasferisce all’estero la procedura è diversa: non si fa un cambio di residenza in altro Comune italiano, ma l’iscrizione all’AIRE tramite il Consolato, con la cancellazione dall’anagrafe del Comune di provenienza.
Una volta presentata la domanda, monitora gli esiti: se hai usato i canali ANPR, verifica lo stato online; se hai presentato in Comune, chiedi il numero di protocollo e il responsabile del procedimento. In caso di errore materiale o di mancata reperibilità al controllo, intervieni subito con una memoria correttiva, perché decorso il termine l’ufficio potrebbe disporre l’annullamento. Ricorda che non è possibile avere due residenze contemporaneamente: quella che dichiari deve coincidere con la dimora abituale, mentre il domicilio può essere altrove per ragioni di studio o lavoro senza effetti anagrafici, salvo gli obblighi di comunicazione previsti da norme speciali.
Modulo Cambio di Residenza
Di seguito è disponibile il modulo cambio di residenza Word da scaricare.