In questa guida mettiamo a disposizione un fac simile richiesta interessi di mora.
Come Richiedere Interessi di Mora
Richiedere gli interessi di mora significa far valere, in modo documentato e conforme alla legge, il diritto al compenso per il tempo in cui il tuo credito è rimasto ingiustamente non pagato. La base giuridica generale è nel codice civile: se il debitore è in ritardo su un’obbligazione pecuniaria scaduta, gli interessi corrono di diritto (art. 1224 c.c.) dal giorno della scadenza se il termine è certo, oppure dal giorno della “messa in mora” quando la scadenza non è determinata o il pagamento è “a richiesta”. Nei rapporti B2B e verso la Pubblica Amministrazione c’è una tutela speciale: il d.lgs. 231/2002 sulle transazioni commerciali fa decorrere gli interessi automaticamente dal giorno successivo alla scadenza concordata (o legale), senza bisogno di diffida, e applica un tasso maggiorato rispetto al tasso legale, aggiornato semestralmente sulla base del tasso BCE. Nelle forniture alla PA, salvo eccezioni, il termine di pagamento è in via generale 30 giorni (60 per taluni settori come sanitario), e dalla scadenza scattano sia gli interessi di mora sia il diritto a un indennizzo forfettario minimo di 40 euro per i costi di recupero.
Il primo passo è verificare i presupposti: esistenza del credito, sua esigibilità e la data da cui decorre la mora. Se il contratto o la fattura prevedono un termine puntuale (“30 giorni data fattura”, “fine mese + 60”), la mora scatta dal primo giorno di ritardo; se non c’è termine espresso, occorre una richiesta di pagamento con un termine congruo e, alla sua scadenza, la costituzione in mora. Nei rapporti soggetti al d.lgs. 231/2002, anche se non hai inviato un sollecito, la mora decorre ex lege dalla scadenza convenuta o legale; resta comunque consigliabile inviare una comunicazione scritta per cristallizzare importi e periodo.
La messa in mora è una lettera formale (meglio via PEC o raccomandata A/R) in cui indichi il credito principale, la scadenza superata, il titolo da cui nasce (contratto, ordine, fattura), il periodo di ritardo, il tasso che intendi applicare e l’importo degli interessi maturati fino a una data di riferimento, avvertendo che la maturazione proseguirà sino al saldo. È utile specificare il conto per il versamento, fissare un termine breve per il pagamento e preannunciare, in difetto, le azioni di recupero. Nei rapporti soggetti al d.lgs. 231/2002 puoi aggiungere il riferimento all’indennizzo minimo di 40 euro per costi di recupero e, se hai sostenuto ulteriori spese ragionevoli (diffide, visure, onorari esterni per il recupero), richiedere anche quelle, documentandole. La messa in mora con data certa interrompe la prescrizione e semplifica la prova in un eventuale giudizio.
Il calcolo degli interessi segue tre variabili: base di calcolo, tasso e periodo. La base è l’importo scaduto al netto di note di credito o acconti; il periodo va dalla scadenza al giorno del saldo; il tasso, se non convenuto in contratto, è quello legale (per i rapporti civili) oppure quello “commerciale” del d.lgs. 231/2002 (tasso BCE di riferimento del semestre + maggiorazione di legge), salvo che le parti abbiano pattuito un tasso diverso purché non vessatorio e chiaramente accettato. Gli interessi di mora non sono soggetti a IVA, perché non remunerano un servizio ma compensano un inadempimento; lo stesso vale per l’indennizzo di 40 euro. Dal punto di vista documentale, puoi emettere una nota di debito “fuori campo IVA” per gli interessi maturati e l’indennizzo, richiamando fatture e periodo di riferimento; se operi in e-fattura, usa un documento che indichi chiaramente la natura fuori campo ai sensi dell’art. 15 DPR 633/1972 o prassi locale condivisa con il tuo consulente.
Se il debitore è una Pubblica Amministrazione, la richiesta segue le stesse regole sostanziali con alcune peculiarità operative: indica sempre il CIG/CUP, richiama gli atti di liquidazione o la determina di impegno quando disponibili e, se il pagamento è gestito tramite piattaforme (es. la Piattaforma per i Crediti Commerciali), allinea la tua richiesta ai dati pubblicati. In mancanza di pagamento, la tutela giudiziale passa, come per i privati, dal ricorso per decreto ingiuntivo allegando fatture, DDT, SAL o altra prova dell’avvenuta fornitura, con richiesta espressa di interessi ai sensi del d.lgs. 231/2002 e dell’indennizzo minimo. Ricorda che per crediti verso PA l’opposizione del debitore spesso verte su profili formali (collaudi, contenuti della determina), perciò la tua richiesta di mora deve essere specchiata rispetto al flusso amministrativo.
Quando ci sono più scadenze o piani di rateazione, calcola gli interessi rata per rata sulle somme effettivamente scadute. Se il contratto prevede interessi moratori convenzionali “ultralegali”, applicali secondo la clausola accettata, purché non siano sproporzionati; in difetto, cadono i pattuiti e opera comunque il d.lgs. 231/2002 per i rapporti commerciali. Se sono intervenute sospensioni concordate o contestazioni fondate sul credito, valuta se il periodo di mora si interrompe o si sposta, perché gli interessi compensano il ritardo colpevole, non le attese imputabili a legittime eccezioni.
Sulle modalità di richiesta è utile scegliere un tono fermo ma collaborativo. Un primo sollecito può essere cordiale, ma dalla scadenza del termine assegnato nella messa in mora la comunicazione deve essere assertiva: espone gli importi, la base giuridica e il percorso successivo. Se il debitore chiede un piano, puoi accettare rate con interessi sulla sola parte residua, fissando scadenze chiare e clausole di decadenza in caso di ulteriore inadempimento; formalizza l’accordo con una scrittura e non rinunciare agli interessi già maturati salvo che il pagamento immediato del capitale giustifichi una transazione. Qualsiasi riduzione, se concordata, va chiarita come “transazione a saldo e stralcio” per evitare rivendicazioni future.
La tutela giudiziale è il passo successivo quando la diffida resta senza esito. Il decreto ingiuntivo è lo strumento tipico: il giudice, verificati i presupposti di certezza, liquidità ed esigibilità del credito, ingiunge il pagamento di capitale, interessi e spese; puoi chiedere la provvisoria esecutorietà in specifici casi (es. documentazione firmata dal debitore) per procedere rapidamente a pignoramento. In alternativa, o in cumulo, puoi agire con cognizione ordinaria, soprattutto se prevedi contestazioni sulla sussistenza del credito. In giudizio gli interessi si liquidano al tasso richiesto e spettante per legge o per contratto; se il giudice condanna al pagamento, gli interessi proseguono come “interessi legali sulle somme via via rivalutate o sugli importi liquidati”, secondo il dispositivo.
Non trascurare i profili di prescrizione. Il capitale segue, in via generale, la prescrizione ordinaria decennale; gli interessi in quanto accessori si prescrivono in cinque anni, salvo ricominciare a decorrere con atti interruttivi idonei (messa in mora, riconoscimento del debito, atti giudiziari). Programma quindi un calendario di solleciti con data certa: oltre a favorire l’incasso, protegge il tuo diritto a richiedere la mora maturata su periodi non recenti.
Un’ultima accortezza riguarda la prova e la tracciabilità. Conserva sempre le fatture con le relative prove di consegna o di prestazione, gli ordini, i contratti, gli scambi che abbiano modificato termini e condizioni, i prospetti di calcolo degli interessi e le ricevute di invio delle PEC. Se usi un gestionale, esporta un dettaglio che mostri per ogni fattura scaduta: principale, data scadenza, giorni di ritardo, tasso applicato per periodo, formula di calcolo. La trasparenza disinnesca molte obiezioni e, se arrivi in giudizio, dimezza il lavoro.
Esempio Richiesta Interessi di Mora
Oggetto: richiesta interessi moratori causa eccessivo ritardo nei pagamenti per la fattura n. ________ del __/__/____
Il sottoscritto_______________nato a_____________il _____________residente a____________________________ telefono ________________email _______________in qualità di titolare della società (ditta, azienda, associazione, ente) denominata _____________________ con sede legale in ______________- CF/P Iva_____________________________ che svolge l’attività di ________________________________ ,
CONSIDERATO CHE
-la mia azienda ha stipulato con l’azienda ___________________________ con sede legale in via _______________ numero __________ città___________ P Iva________________ un contratto siglato in data __/__/____ per ___________________________________________________ con un impegno remunerativo di € __________________________ da pagare entro la data __/__/____
il pagamento è stato eseguito dalla ditta _____________ ben oltre il termine di ____ giorni stabilito dal contratto, ovvero l’importo è stato saldato in data __/__/_____
il termine ultimo per il suddetto pagamento senza l’applicazione degli interessi moratori terminava in data __/__/____
CHIEDO
ai sensi del comma 1 dell’art.4 del Decreto Legislativo 9 novembre 2012, n. 192, il versamento da parte della ditta ______________________ degli interessi moratori dovuti a causa del comportamento inadempiente sopracitato. L’importo complessivo di tali interessi ammonta oggi a € _______________ .
Distinti saluti
Modello Richiesta Interessi di Mora
Di seguito viene messo a disposizione un fac simile richiesta interessi di mora Word da scaricare.