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Aggiornato il 14 Novembre 2025

Modello Reclamo Spedizione Danneggiata

In questa guida mettiamo a disposizione un modello reclamo spedizione danneggiata.

Come Fare un Reclamo per Spedizione Danneggiata

Quando una spedizione arriva danneggiata, la prima domanda è: a chi devo chiedere il rimedio, con quali tempi e su quali basi? La risposta dipende dal tipo di rapporto (consumatore o impresa), dalla tratta (nazionale o internazionale) e dai documenti che accompagnano il trasporto. In ogni caso, la prova e la tempestività sono decisive: chi riceve deve documentare il danno, formulare riserva nei tempi e indirizzare il reclamo al soggetto giusto, altrimenti il diritto all’indennizzo o al risarcimento si affievolisce o si perde.

Se sei un consumatore che ha acquistato da un venditore online o in negozio con consegna a domicilio, l’interlocutore primario è il venditore, non il corriere. Il Codice del Consumo prevede che il rischio di perimento o danneggiamento passi al consumatore solo al momento in cui acquisisce il possesso fisico dei beni; fino a quel momento ne risponde il venditore, salvo che tu abbia scelto un vettore diverso e indipendente proposto da te. Un bene arrivato danneggiato è un bene non conforme: puoi pretendere, senza spese, riparazione o sostituzione entro un termine ragionevole e senza notevoli inconvenienti; se queste non sono possibili o sono eccessivamente onerose, hai diritto alla riduzione del prezzo o alla risoluzione con rimborso. In pratica, scrivi subito al venditore indicando ordine, data, descrizione del danno e foto; conserva imballo e contenuto fino alle istruzioni di rientro, perché il venditore può volerli visionare o farli periziare. Non usare il recesso di 14 giorni per “rimediare” al danneggiato: è lo strumento sbagliato, perché sposterebbe su di te costi e responsabilità che invece restano in capo al venditore per difetto di conformità.

Se il rapporto è tra imprese o professionisti, oppure stai reclamando direttamente verso il vettore, contano le regole del contratto di trasporto e i documenti che lo provano. Nelle tratte nazionali il Codice civile stabilisce che il vettore risponde della perdita e dell’avaria salvo causa a lui non imputabile; se il danno era riconoscibile alla consegna, la contestazione va fatta subito con riserva sul documento di trasporto; se non era riconoscibile, occorre una denuncia al vettore entro otto giorni dal ricevimento, preferibilmente scritta con data certa, descrizione analitica del danno, lotto o colli interessati, foto e copia dei documenti. Nelle tratte internazionali su strada regolate dalla Convenzione CMR la riserva alla consegna e la denuncia per danni occulti devono rispettare un calendario ancora più stretto: la riserva al momento della riconsegna per i danni apparenti, una comunicazione scritta entro sette giorni per quelli non apparenti, con prescrizione dell’azione di regresso in un anno (tre in caso di dolo o colpa equiparata). È importante capire che la riserva non è una formalità di stile: senza una riserva specifica e motivata, la riconsegna firmata “per ricevuta” fa presumere che la merce sia stata consegnata integra e il vettore può opporre questa presunzione.

La quantificazione del danno segue due binari: quello contrattuale con i limiti di responsabilità del trasportatore e quello assicurativo. Nel trasporto su strada all’interno dell’ordinamento italiano opera un limite risarcitorio per chilogrammo di merce danneggiata, salvo dichiarazione di valore o interesse speciale alla riconsegna; nelle tratte CMR il limite è calcolato in Diritti Speciali di Prelievo per chilo lordo. Ciò significa che, in assenza di dichiarazioni particolari, non si ottiene la sostituzione integrale del valore “di mercato” ma un indennizzo parametrato al peso, anche se il contenuto vale di più. Questo è il motivo per cui, prima di spedire merci di elevato valore ma basso peso, si valuta la dichiarazione di valore o la stipula di una polizza cargo ad hoc; la “assicurazione vettoriale” del corriere copre la responsabilità del vettore entro i limiti di legge, non il pieno valore della merce. Sul fronte probatorio, per ottenere un indennizzo servono il contratto o l’ordine di trasporto, la lettera di vettura o il DDT con le riserve, le evidenze fotografiche del collo esterno, dell’imballo interno e del contenuto, l’elenco dei colli e il peso, la prova del valore (fatture o listini), oltre a una relazione sintetica sul danno e su come è stato riscontrato.

La condotta al ricevimento fa spesso la differenza. Se il collo è visibilmente danneggiato o presenta manomissioni, firmare con “riserva specifica” descrivendo cosa si vede (ad esempio “un collo su dieci lacerato lato corto, schiacciamento angolo, nastro sostituito”) tutela la possibilità di prova e impedisce che la firma valga come accettazione incondizionata. La dicitura generica “con riserva” in molte prassi non basta; la specificità rafforza la posizione. Per i danni occulti scoperti dopo l’apertura, la tempestività della comunicazione scritta è essenziale: chiama il corriere per aprire pratica, ma invia PEC o raccomandata entro i termini, allegando tutto. Non gettare l’imballo finché la pratica non è chiusa: il vettore può chiedere di ispezionarlo o di eseguire una perizia. Se la merce è deperibile o pericolosa e la conservazione aggraverebbe il danno, documenta e, se del caso, chiedi istruzioni per la distruzione assistita; nell’obbligo di mitigare il danno rientra anche evitare sprechi inutili.

Nei servizi postali regolati dalla Carta dei Servizi postalizzati gli indennizzi sono spesso forfettari e legati al tipo di prodotto acquistato; le condizioni contrattuali stabiliscono massimali e iter del reclamo con moduli dedicati e finestre temporali precise per la denuncia. Anche in questo caso la prova fotografica, la ricevuta di accettazione e il numero di tracciamento sono imprescindibili. Se la spedizione era assicurata “a valore dichiarato” con il vettore, l’indennizzo segue le condizioni della polizza aggiuntiva; sul piano fiscale e contabile, l’eventuale riaccredito o indennizzo va poi gestito con nota di credito o altra scrittura coerente con il flusso commerciale sottostante. Da segnalare, però, che ogni corriere ha i propri metodi per affrontare le consegne di pacchi danneggiati, quindi è sempre preferibile contattare l’assistenza clienti della ditta di trasporto, oppure informarsi direttamente sul sito ufficiale. Per un elenco dei contatti dei cari corrieri è possibile fare riferimento al sito Corriereok.com, in cui sono riportate le informazioni necessarie.

Quando il rapporto è triangolare venditore–corriere–acquirente business, è opportuno coordinare i canali: il destinatario segnala subito al venditore allegando prove del danno; il venditore, a sua volta, apre claim al vettore e attiva l’eventuale assicurazione. Le condizioni generali di vendita spesso allocano i rischi e i doveri di riserva; ignorarle espone a incomprensioni. Nei contratti quadro con corrieri espressi, le procedure interne richiedono l’apertura della pratica entro poche ore dal recapito e la compilazione di moduli con foto, pesi e descrizione; rispettare la procedura contrattuale, oltre che i termini di legge, è necessario per non vedere respinto il claim per vizi di forma.

Un reclamo ben impostato riporta in apertura i dati della spedizione (mittente, destinatario, numero di spedizione, data di consegna), descrive in modo sintetico e tecnico il danno e la sua estensione, indica il valore della merce e domanda l’indennizzo o il risarcimento secondo la normativa applicabile, allegando subito la documentazione base. È utile specificare che l’imballo e la merce sono a disposizione per perizia entro un termine e chiedere riscontro scritto; in mancanza, decorso un termine ragionevole, si preannuncia l’azione di tutela. Se il vettore rigetta il reclamo, si può ricorrere al giudice competente entro il termine di prescrizione (in genere un anno nel trasporto di cose), producendo i documenti raccolti e, se necessario, una consulenza tecnica. In ambito consumeristico è spesso efficace attivare procedure ADR/Conciliazione paritetica se previste dal vettore; per importi modesti e prove chiare, il Giudice di Pace è il foro naturale.

Esempio Reclamo Spedizione Danneggiata

Oggetto: reclamo per spedizione danneggiata

Il sottoscritto _____________________ nato a __________________ il giorno ____________ residente a _______________________ in via ________________ n. ___________ provincia ______ documento n. _______________ rilasciato da ____________________, C.F. ______________________ di cui si allega fotocopia, consapevole delle sanzioni civili e penali previste dall’art. 76, DPR n. 445/2000 in caso di dichiarazioni mendaci e della decadenza dei benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere di cui all’art. 75, DPR n. 445/2000

Dati di consegna

Denominazione ditta di trasporto ___________________________

Numero dell’ordine ______________________________________

Data della consegna __/__/______

Nr. Bolla ___________

Numero pacchi ____

Stato dei pacchi al momento della consegna ______________________

Descrivere di seguito tutti i danni visibili sia esterni che interni, i danni agli oggetti e il valore degli oggetti stessi

____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

In allegato n _____ fotografie.

Luogo, data Firma _____________________________

Modello Reclamo Spedizione Danneggiata

Di seguito è disponibile un fac simile reclamo spedizione danneggiata Word da scaricarre.

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Modello Reclamo Spedizione Danneggiata

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