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Modelli e Fac Simile

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Aggiornato il 5 Agosto 2026

Fac Simile relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro Word e PDF

La relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro è il documento tecnico con cui il datore di lavoro richiede l’autorizzazione preventiva all’installazione di un impianto di videosorveglianza quando non è possibile raggiungere un accordo con RSA o RSU. Serve a dimostrare all’Ispettorato che l’impianto è necessario per finalità lecite, come la sicurezza del lavoro, le esigenze organizzative e produttive o la tutela del patrimonio aziendale, e che non è destinato a controllare a distanza la prestazione dei lavoratori. In questa pagina è possibile scaricare il modello in formato Word da compilare e il PDF da stampare.

Fac Simile relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro Word e PDF

Fac simile relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro Word

Di seguito trovi il fac simile della relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro in formato Word, utile per compilare il documento in modo rapido e adattarlo alle caratteristiche del tuo impianto e dell’unità produttiva interessata.

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Fac simile relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro PDF

Di seguito trovi il fac simile della relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro in formato PDF, pensato per la consultazione immediata e per la stampa del documento già impostato nella sua struttura essenziale.

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Esempio relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro

RELAZIONE TECNICA PER AUTORIZZAZIONE ALL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA

ALL’ISPETTORATO TERRITORIALE DEL LAVORO DI _____________

OGGETTO
Richiesta di autorizzazione all’installazione e all’utilizzo di impianto di videosorveglianza ai sensi dell’art. 4 della Legge 300/1970 e della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.

DATI DEL DATORE DI LAVORO
Ragione sociale: _____________
Sede legale: _____________
Codice fiscale / Partita IVA: _____________
Legale rappresentante: _____________
Recapiti: _____________
PEC: _____________

UNITÀ PRODUTTIVA INTERESSATA
Denominazione sede / stabilimento / esercizio: _____________
Indirizzo completo: _____________
Settore di attività: _____________
Numero complessivo di lavoratori presenti: _____________
Numero di lavoratori impiegati nell’unità produttiva interessata: _____________
Eventuale presenza di RSA/RSU: _____________

PREMESSA
La presente relazione è predisposta ai fini della richiesta di autorizzazione preventiva per l’installazione di un impianto di videosorveglianza presso l’unità produttiva sopra indicata, in assenza di accordo con la rappresentanza sindacale aziendale o unitaria, ove presente.

L’impianto è richiesto esclusivamente per finalità lecite riconducibili a esigenze organizzative e produttive, sicurezza del lavoro e tutela del patrimonio aziendale, con esclusione di ogni finalità di controllo diretto e sistematico della prestazione lavorativa.

MOTIVAZIONI DELLA RICHIESTA
L’installazione dell’impianto si rende necessaria per le seguenti ragioni:
1. _____________
2. _____________
3. _____________

In particolare, l’esigenza perseguita riguarda:
1. esigenze organizzative e produttive;
2. sicurezza dei lavoratori e dei locali;
3. tutela del patrimonio aziendale;
4. prevenzione di accessi non autorizzati, furti, danneggiamenti o altri eventi pregiudizievoli.

L’impianto non è destinato al monitoraggio continuativo della prestazione lavorativa né all’individuazione delle modalità di svolgimento dell’attività da parte dei singoli dipendenti.

DESCRIZIONE DELL’IMPIANTO
Tipologia dell’impianto: _____________
Numero complessivo di telecamere: _____________
Marca e modello delle apparecchiature: _____________
Sistema di registrazione: _____________
Software di gestione: _____________
Luogo di installazione del server / DVR / NVR: _____________

Ubicazione delle telecamere:
1. _____________
2. _____________
3. _____________
4. _____________

Aree riprese:
1. _____________
2. _____________
3. _____________

Aree escluse dalla ripresa o mascherate:
1. _____________
2. _____________
3. _____________

Le telecamere sono collocate in modo da limitare al minimo indispensabile la ripresa di aree non pertinenti alle finalità dichiarate e da evitare, per quanto possibile, l’inquadramento diretto e costante di postazioni di lavoro.

MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO
L’impianto sarà attivo:
1. H24
2. Solo nelle seguenti fasce orarie: _____________
3. Solo nei seguenti giorni: _____________

La registrazione delle immagini avverrà:
1. in modo continuo
2. solo in determinate fasce orarie
3. con altra modalità: _____________

Accesso alle immagini consentito esclusivamente a:
1. _____________
2. _____________
3. _____________

Le credenziali di accesso saranno personali, nominali e profilate in base alle mansioni autorizzate.

TEMPI DI CONSERVAZIONE DELLE IMMAGINI
Il tempo di conservazione delle registrazioni sarà pari a _____________ giorni / ore, salvo esigenze specifiche connesse a:
1. richieste dell’autorità giudiziaria;
2. tutela di diritti in sede giudiziaria;
3. eventi specifici che richiedano l’estrazione delle immagini.

Decorso il termine previsto, le immagini saranno automaticamente cancellate o sovrascritte secondo le modalità tecniche impostate.

NECESSITÀ E PROPORZIONALITÀ
L’impianto proposto è stato valutato come misura necessaria e proporzionata rispetto alle finalità indicate, poiché:
1. le misure organizzative alternative già adottate non risultano sufficienti;
2. la collocazione dei punti sensibili non consente un’efficace protezione con strumenti meno invasivi;
3. la configurazione tecnica è stata definita per ridurre al minimo l’incidenza sulla sfera dei lavoratori;
4. le riprese sono limitate alle sole aree strettamente rilevanti.

MISURE DI TUTELA DEI LAVORATORI E DEI DATI
Per garantire la tutela dei lavoratori e il corretto trattamento dei dati personali, sono adottate le seguenti misure:
1. informativa resa ai lavoratori e agli interessati secondo la normativa vigente;
2. cartellonistica informativa nelle aree soggette a ripresa;
3. limitazione degli accessi ai soli soggetti autorizzati;
4. tracciamento degli accessi ai sistemi di visualizzazione e registrazione;
5. protezione dei supporti di archiviazione mediante misure tecniche e organizzative adeguate;
6. separazione delle credenziali di accesso;
7. eventuale cifratura o protezione dei dati registrati;
8. procedure interne per la gestione di richieste di estrazione o conservazione delle immagini;
9. periodica verifica del corretto funzionamento dell’impianto e della conformità delle impostazioni.

VALUTAZIONE DELLE SOLUZIONI ALTERNATIVE
Prima di presentare la presente istanza sono state valutate le seguenti soluzioni alternative:
1. _____________
2. _____________
3. _____________

Tali soluzioni sono state ritenute non sufficienti per le seguenti ragioni:
1. _____________
2. _____________
3. _____________

In ragione di quanto sopra, l’installazione dell’impianto di videosorveglianza rappresenta la soluzione idonea e meno invasiva tra quelle concretamente praticabili.

RIFERIMENTI ALLA TUTELA DEL PATRIMONIO E DELLA SICUREZZA
L’impianto è finalizzato anche alla protezione di:
1. beni aziendali;
2. accessi e varchi;
3. aree di stoccaggio;
4. aree sensibili;
5. eventuali strumenti, merci o documenti di valore.

Le riprese non sono orientate verso postazioni di lavoro in modo da consentire un controllo diretto della prestazione, ma esclusivamente verso aree pertinenti alle finalità dichiarate.

EVENTUALE PRESENZA DI ALTRI SISTEMI DI CONTROLLO
Presso l’unità produttiva sono presenti i seguenti ulteriori sistemi:
1. controllo accessi: _____________
2. allarme: _____________
3. antintrusione: _____________
4. altri sistemi: _____________

La presente richiesta riguarda esclusivamente l’impianto di videosorveglianza descritto e non altri sistemi eventualmente presenti.

RICHIESTA
Alla luce di quanto esposto, si chiede il rilascio dell’autorizzazione all’installazione e all’utilizzo dell’impianto di videosorveglianza presso l’unità produttiva indicata, nel rispetto della disciplina applicabile in materia lavoristica e di protezione dei dati personali.

ALLEGATI
1. Planimetria dei locali con indicazione delle telecamere e dei campi visivi
2. Scheda tecnica dell’impianto
3. Elaborato grafico con aree riprese e aree escluse
4. Eventuale documentazione fotografica
5. Eventuale documentazione relativa alle misure di sicurezza adottate
6. Eventuale documentazione relativa alla valutazione delle soluzioni alternative
7. Altro: _____________

DICHIARAZIONE FINALE
Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente relazione corrispondono al vero e che l’impianto, per caratteristiche tecniche e modalità di utilizzo, è predisposto nel rispetto delle finalità dichiarate e dei principi di necessità, proporzionalità e minimizzazione.

LUOGO E DATA
_____________

FIRMA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE
_____________

NOMINATIVO DEL REFERENTE PER L’ISTRUTTORIA
_____________

RECAPITO TELEFONICO
_____________

PEC
_____________

Come scrivere un relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro

La relazione videosorveglianza per ispettorato del lavoro è il documento con cui il datore di lavoro spiega all’Ispettorato territoriale del lavoro perché intende installare un impianto audiovisivo nei luoghi di lavoro e perché, in assenza di accordo con RSA o RSU, ritiene necessaria l’autorizzazione preventiva. Il documento non deve essere impostato come una semplice richiesta formale, ma come una relazione tecnica motivata, capace di dimostrare con chiarezza la finalità lecita dell’impianto, la sua necessità concreta e la proporzionalità delle soluzioni adottate rispetto agli obiettivi perseguiti. La normativa di riferimento, infatti, consente l’installazione solo per esigenze organizzative e produttive, sicurezza del lavoro o tutela del patrimonio aziendale, mentre resta vietato un utilizzo che si traduca in controllo a distanza della prestazione dei lavoratori.

Per scrivere correttamente la relazione è fondamentale descrivere con precisione l’unità produttiva interessata, i soggetti coinvolti e le caratteristiche tecniche del sistema. L’Ispettorato deve poter capire dove saranno collocate le telecamere, quali aree saranno riprese, se esistono zone escluse o mascherate e in che modo l’impianto sarà configurato per ridurre al minimo l’impatto sulla sfera dei dipendenti. Una relazione efficace non si limita a indicare che l’azienda vuole “maggior sicurezza”, ma spiega perché il rischio da contrastare è concreto, quali problematiche sono già emerse, perché le misure alternative risultano insufficienti e come la videosorveglianza si inserisce in modo coerente nell’organizzazione aziendale.

Un altro aspetto decisivo riguarda la necessità e la proporzionalità. Nella pratica, l’Ispettorato valuta se il sistema sia davvero indispensabile e se siano state prese in considerazione soluzioni meno invasive, come presidi fisici, procedure organizzative, sistemi di controllo accessi o altre misure di prevenzione. Per questo la relazione deve motivare in modo puntuale la scelta dell’impianto, chiarire se le telecamere funzioneranno in modo continuo oppure solo in fasce orarie specifiche, indicare chi potrà accedere alle immagini e per quanto tempo verranno conservate le registrazioni. Anche il profilo privacy è essenziale: la sola autorizzazione lavoristica non basta, perché il trattamento dei dati deve comunque rispettare i principi del GDPR, tra cui minimizzazione, limitazione della conservazione, liceità e sicurezza.

Dal punto di vista strutturale, un buon testo include i dati del datore di lavoro, l’indicazione dell’unità produttiva, la motivazione della richiesta, la descrizione dell’impianto, le modalità di funzionamento, le misure di tutela adottate e gli allegati tecnici utili all’istruttoria, come planimetrie, schede dell’impianto ed eventuali elaborati grafici. È importante mantenere un linguaggio chiaro, oggettivo e documentabile, evitando formulazioni generiche o eccessivamente ampie che potrebbero far pensare a un controllo generalizzato sull’attività lavorativa. La relazione, infine, deve essere coerente con la realtà operativa dell’azienda e adattata alla sede INL competente, perché non esiste un unico modello ufficiale standard valido per tutti i casi.

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