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Aggiornato il 5 Novembre 2025

Fac Simile Dichiarazione di Rispondenza

In questa pagina è disponibile un modello dichiarazione di rispondenza.

Come si Compila la Dichiarazione di Rispondenza

La Di.Ri. è il documento che sostituisce la dichiarazione di conformità (Di.Co.) quando questa non sia mai stata prodotta o non sia reperibile per impianti già esistenti e realizzati prima dell’entrata in vigore del D.M. 37/2008. In concreto, si usa per impianti realizzati dal 13 marzo 1990 (legge 46/1990) al 27 marzo 2008 (D.M. 37/08), certificando che l’impianto è stato eseguito “a regola d’arte” secondo le norme tecniche vigenti all’epoca della sua realizzazione. Non è uno strumento per impianti nuovi, né per “sanare” opere successive al 27/03/2008: in tali casi serve la Di.Co. dell’impresa installatrice.

Il fondamento normativo è l’art. 7, comma 6, del D.M. 37/2008, che disciplina i casi in cui è ammessa la Di.Ri. e rinvia alle competenze del sottoscrittore. La ratio è consentire la tracciabilità giuridica degli impianti pre–37/08, quando la Di.Co. non esiste o è andata perduta, senza abbassare l’asticella di sicurezza: la Di.Ri. arriva sempre “dopo” un sopralluogo e accertamenti tecnici documentati.

Chi può firmarla dipende dalla tipologia e complessità dell’impianto. La regola generale è il professionista iscritto all’albo per le specifiche competenze (ingegnere, perito industriale, ecc.) con almeno cinque anni di esperienza nel settore impiantistico oggetto della dichiarazione, che opera sotto la propria responsabilità a valle di verifiche e prove. Per gli impianti non soggetti a progettazione obbligatoria (quelli esclusi dall’art. 5, comma 2, del D.M. 37/08) la legge ammette, in alternativa, il responsabile tecnico di un’impresa abilitata che ricopra il ruolo da almeno cinque anni nel medesimo settore. In ogni caso la firma non è “formale”: chi sottoscrive risponde civilmente e penalmente delle attestazioni rese.

Contenuti e allegati non sono lasciati all’improvvisazione: oltre ai dati identificativi dell’impianto e dell’unità immobiliare, la Di.Ri. deve riportare l’esito delle verifiche visive e strumentali, la relazione tecnica che inquadra l’impianto nella normativa dell’epoca, l’eventuale elenco degli interventi correttivi eseguiti per renderlo sicuro, gli schemi e i riferimenti ai componenti principali. Le linee guida professionali (ad es. CNPI) forniscono schemi tipo, tracce di relazione e check list di prova che aiutano a dare sostanza probatoria al documento. Per gli impianti a gas è prassi allegare il Rapporto Tecnico di Compatibilità (RTC) secondo le linee guida CIG, ove pertinente.

Valore giuridico e durata: una Di.Ri. correttamente rilasciata non ha scadenza; resta valida finché l’impianto rimane quello descritto, cioè fino a successive modifiche sostanziali o ampliamenti, che dovranno a loro volta essere coperti dalla relativa Di.Co. dell’impresa che interviene. Nella prassi immobiliare la Di.Ri. è spesso richiesta in occasione di vendite, locazioni, volture, richieste di potenza o pratiche edilizie che richiedano la tracciabilità degli impianti.

Limiti e cautele: la Di.Ri. non può essere usata per “regolarizzare” impianti successivi al 27/03/2008 o per evitare la Di.Co. quando l’intervento rientra nelle attività attuali di installazione o modifica; in quei casi la responsabilità resta in capo all’impresa che esegue i lavori e che deve rilasciare la propria dichiarazione. Inoltre, non basta “firmare”: il professionista o il responsabile tecnico devono verificare realmente l’impianto, con prove e misure, e documentare gli esiti; in caso di incidenti o danni, la Di.Ri. è un atto assumitivo di responsabilità che può essere scrutinato anche in sede giudiziaria.

Buone prassi operative: partire dal reperimento di ogni documento utile esistente (schemi, libretti, dichiarazioni parziali), effettuare sopralluogo completo con apertura dei quadri e campionamento dei circuiti o delle tratte significative, misurare continuità e valori di protezione, verificare sezioni, protezioni differenziali e messa a terra, sanare le non conformità essenziali prima di attestare la rispondenza e allegare alla Di.Ri. relazione, schemi, esiti delle prove e fotografie significative. Le linee guida di categoria offrono modelli e liste di controllo utili per standardizzare il lavoro e renderlo difendibile

Fac Simile Dichiarazione di Rispondenza Word e PDF

Di seguito è possibile trovare il modulo dichiarazione di rispondenza.

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Filed Under: Modelli e Fac Simile, Enti Pubblici

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