In questa guida viene messo a disposizione un fac simile comparsa conclusionale da scaricare.
Comparsa Conclusionale
La comparsa conclusionale è lo scritto difensivo finale con cui ciascuna parte riassume i fatti rilevanti emersi in causa, valuta le prove assunte e sviluppa le argomentazioni giuridiche conclusive, formulando le richieste definitive al giudice. Non serve a introdurre domande o eccezioni nuove, né a produrre prove ulteriori: è uno scritto di sintesi e persuasione che lavora esclusivamente sul materiale già ritualmente acquisito agli atti.
Il termine per il deposito è assegnato dal giudice ai sensi dell’art. 190 c.p.c. quando dichiara la causa “a decisione” dopo la chiusura dell’istruttoria. La scansione ordinaria è di 60 giorni per le comparse conclusionali e di 20 giorni successivi per le repliche; i termini sono perentori e decorrono dalla comunicazione del provvedimento che li fissa. Nella computazione si applicano le regole degli artt. 155 c.p.c. e L. 742/1969 sulla sospensione feriale (1–31 agosto), salvo riti esclusi o urgenze. Il mancato rispetto del termine comporta l’inutilizzabilità dello scritto tardivo. La stessa disciplina vale in appello quando la causa è trattenuta in decisione; nei riti speciali (es. lavoro) la conclusionale, di regola, non è prevista perché la decisione segue immediatamente la discussione.
Quanto al contenuto, funziona se segue un filo logico: cornice del thema decidendum e delle domande effettivamente in decisione; ricostruzione dei fatti accertati con rinvio puntuale agli atti e ai verbali; valutazione critica delle prove (documentali, testimoniali, CTU/CTP), mettendo in luce attendibilità, rilevanza e coerenza con l’onere della prova; sussunzione giuridica con richiamo essenziale a dottrina e giurisprudenza pertinenti; conclusioni chiare e complete (accoglimento/rigetto, importi, interessi, rivalutazione, decorrenze). È legittimo riformulare le conclusioni in modo definitivo e puntuale (anche con aggiornamenti di quantificazione), ma non si possono ampliare petitum o causa petendi rispetto a quanto già introdotto entro le preclusioni. Vanno sempre richieste le spese ex art. 91 c.p.c., l’eventuale distrazione a favore del difensore dichiaratosi antistatario (art. 93 c.p.c.) e, se ne ricorrono i presupposti, il risarcimento per lite temeraria (art. 96 c.p.c.), motivandolo.
Sul tono e stile, la conclusionale è un atto di advocacy: sintetica, strutturata per questioni, con titoli interni funzionali, citazioni giurisprudenziali mirate (meglio poche, pertinenti e aggiornate) e rinvii puntuali alla paginazione del fascicolo telematico/verbali/CTU. Evita prolissità e ripetizioni; ogni paragrafo dovrebbe chiudersi con la “morale” per il giudice (“da ciò discende che…”). Le questioni processuali (inammissibilità, decadenze, incompetenza, nullità) vanno trattate prima del merito se possono essere assorbenti. Per le CTU affronta metodo, quesiti, risposte e contro-osservazioni già agli atti; per le testimonianze valorizza coerenze/discrepanze e la riferibilità a fatti storici rilevanti. Ricorda l’onere della prova: richiama chi doveva provare che cosa e se ci è riuscito.
Sul piano formale e di deposito: è un atto endoprocessuale sottoscritto dal difensore e depositato nel PCT come PDF/A nativo digitale, firmato digitalmente (CAdES/PAdES), con atto tipizzato “Comparsa conclusionale”. Inserisci in testa i riferimenti essenziali (ufficio, giudice, numero di RG, parti, udienza di rimessione in decisione, termini ex art. 190 c.p.c.). La nota spese si allega di regola come documento separato (PDF firmato), dettagliata per voci (DM parametri forensi, esborsi, CPA, IVA). Non è necessario notificare via PEC alle controparti: il deposito perfeziona la messa a disposizione; una “cortesia” può essere inviata, ma non sostituisce né integra il deposito telematico.
Limiti da tenere fermi: niente nuovi documenti (salvo mere massime o fotocopie di giurisprudenza di supporto); niente nuove domande o eccezioni ormai precluse; niente produzioni correttive di errori probatori. Ogni ampliamento fuori perimetro espone a inammissibilità o a essere semplicemente ignorato. Attenzione anche alle questioni assorbite: se chiedi decisioni su capi che cadono per assorbimento, formula conclusioni subordinate e spiega l’interesse.
Per una conclusionale efficace: ancorati ai fatti provati, lavora per questioni decisorie, rendi facile al giudice scrivere i capitoli della motivazione (capo per capo), chiudi con conclusioni numeriche e giuridiche complete e allega una nota spese ordinata. Rispetta forma e termini del PCT, perché un atto perfetto nel merito ma tardivo o mal depositato è un atto inutile. Se la controparte deposita oltre termine, eccepisci l’inutilizzabilità nella replica (o con istanza), ma rispondi comunque nel merito per prudenza.
Fac Simile Comparsa Conclusionale
Di seguito è disponibile un fac simile comparsa conclusionale Word.