Modello Contratto di Telelavoro

Il telelavoro, diversamente da quanto si potrebbe intendere dal nome, non è un particolare tipo di lavoro ma una modo specifico di eseguire un’attività lavorativa.

Quello che caratterizza e definisce il telelavoro, infatti, è il fatto che viene svolto al di fuori dei locali aziendali, e generalmente nella stessa casa del lavoratore.

Il lavoro a distanza prevede dunque che il lavoratore non si rechi presso l’azienda ma che lavori da caso, rimanendo ovviamente in contatto con l’azienda stessa per mezzo dei tanti strumenti che la tecnologia moderna offre.

Nel telelavoro l’attività lavorativa che il collaboratore compie sarà sempre la stessa che avrebbe compiuto in azienda, ma sarà più gestibile per il dipendente.

Risulta chiaro come il telelavoro costituisca un chiaro vantaggio per il dipendente che risparmierà costi e tempo, non dovrà supportare infatti i costi relativi al recarsi al lavoro e ritornare a casa dopo il lavoro e chiaramente risparmierà il relativo tempo. Questi sono interessanti risparmi particolarmente quando la sede di lavoro è distante oppure quando si devono attraversare zone trafficate, come potrebbe essere nelle grandi città.

Tutto di guadagnato, per il lavoratore, anche dal punto di vista dello stress e delle ore da dedicare a alto, non perdendo tempo in spostamenti o traffico si avrà più tempo libero e chiaramente le giornate saranno più rilassate.

Il relax si estende poi a tutta la sessione lavorativa, che da casa sicuramente sarà più piacevole, potendo anche gestire in contemporanea esigenze della famiglia e quelle lavorative. Tuttavia questo è anche il più grande ostacolo al telelavoro, molte aziende trovano difficile fidarsi dei propri dipendenti e lasciarli liberi di lavorare da casa senza poterli controllare.

Risulta essere per questo che il telelavoro necessita di una grande dose di disciplina da parte del lavoratore il quale dovrà essere in grado di gestirsi il tempo, non lasciandosi distrarre mentre sta lavorando.

Chiaramente il telelavoro non è possibile per quelle attività lavorative che necessitano dell’uso di attrezzi specifici che si trovano solo in azienda, mentre si presta bene per tutte le attività di ufficio.

Modello contratto di telelavoro

Modello Diffida Mancato Pagamento Stipendio

Il mancato pagamento dello stipendio è una delle più gravi inadempienze che possono essere commesse dal datore di lavoro. Risulta essere vero che le cause che portano al mancato pagamento dello stipendio possono essere le più varie e comunque sempre originano da una crisi di liquidità dell’azienda, ma va anche detto che non ricevere il proprio stipendio mette il dipendente nella facoltà di poter richiedere la risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa, quindi anche con pagamento da parte del datore di lavoro dell’indennità di mancato preavviso.

Vediamo dunque cosa bisogna fare quando il datore di lavoro non paga lo stipendio: il primo atto è la conciliazione verbale. Recatevi dal datore di lavoro e chiedete spiegazione del motivo del mancato pagamento. Qualora la motivazione sia chiara potrete, per il momento, decidere di pazientare, differentemente, o in caso comunque la situazione si protragga nel tempo, dovete passare agli atti, inviando la diffida per mancato pagamento dello stipendio.

Nello specifico dovrete scrivere al datore di lavoro una lettera diffida con costituzione in mora nella quale andrete a evidenziare da quanto tempo non ricevete il vostro stipendio e darete un nuovo termine al datore di lavoro per il pagamento. È bene il termine non sia troppo corto, normalmente un termine di 15 giorni per il pagamento è considerato il minimo.

La stessa procedura va posta in essere nel caso lo stipendio venga pagato, ma in qualità differente rispetto al dovuto. In questo caso non si dovrà inviare una lettera di diffida e messa in mora per mancato pagamento stipendio ma una lettera di diffida e messa in mora per pagamento differenze retributive.

Risulta essere importante ricordare che la lettera di diffida e messa in mora va inviata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno e, anche qualora foste in buoni rapporti con il datore di lavoro, questa va comunque inviata poiché interrompe i termini prescrizionali del diritto di credito e da inizio alla decorrenza degli interessi moratori.

In questo modo vi metterete al riparo nel caso la crisi di liquidità aziendale non dovesse risolversi e la situazione, per l’azienda, dovesse volgere al peggio in breve tempo.

Modello diffida mancato pagamento stipendio

Modello Contratto di Commercio Elettronico

Il contratto di commercio elettronico rappresenta una categoria di contratti, di vario tipo e scopo, in cui parte delle attività relative al contatto vengono effettuate via internet. Vi sono così due principali sotto categorie, l contratto di commercio elettronico diretto e indiretto.

Nel primo, ovvero nel contratto di commercio elettronico diretto, tutte le attività vengono svolte tramite Internet, un esempio può essere l’acquisto online di un eBook, dove acquisto, pagamento e spedizione avvengono tutte via web. Nel secondo caso, ovvero nel contratto di commercio elettronico indiretto, parte delle attività non avvengono sul web, come nel caso la merce acquistata via internet venga poi spedita via posta ordinaria.

A seconda delle parti che sottoscrivono il contratto di commercio elettronico, poi, questi vengono divisi in cinque differenti categorie, B2C se a stipulare il contratto è una azienda e un consumatore, B2B se a stipulare il contratto sono due aziende, C2C se a stipulare il contratto sono due consumatori, Pa2C se a stipulare il contratto è una pubblica amministrazione e un consumatore, Pa2Pa se a stipulare il contratto sono due pubbliche amministrazioni.

Il contratto di commercio elettronico è stato regolamentato in Italia dal D.Lgs. 70/2003, la quale ha stabilito, tra le altre cose, le informazioni obbligatorie che devono essere presenti nei siti di commercio elettronico, ovvero il nome, la denominazione o la ragione sociale, il domicilio o la sede legale; gli estremi che permettono di contattare rapidamente il prestatore e di comunicare direttamente ed efficacemente con lo stesso, compreso l’indirizzo mail, gli elementi di individuazione, oltre che gli estremi, della competente autorità di vigilanza, qualora un’attività sia soggetta a concessione, licenza o autorizzazione, il numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche, REA, o al registro delle imprese, il numero della partita IVA o altro numero di identificazione considerato equivalente nello Stato membro, qualora il prestatore eserciti un’attività soggetta a imposta, l’indicazione in modo chiaro e inequivocabile dei prezzi e delle tariffe dei diversi servizi forniti, evidenziando se comprendono le imposte, i costi di consegna e altri elementi aggiuntivi da specificare, e per quanto riguarda le professioni regolamentate

Il titolo professionale e lo Stato membro in cui è stato rilasciato.

L’ordine professionale o istituzione analoga, presso cui il prestatore sia iscritto e il numero di iscrizione.

Il riferimento alle norme professionali e agli eventuali codici di condotta vigenti nello Stato membro di stabilimento e le modalità di consultazione dei medesimi.

Quelle viste finora sono tutte informazioni obbligatorie che devono venire messe a disposizione di un consumatore: il Decreto Legislativo 70/2003, però, entra anche nello specifico dei contenuti del contratto di commercio elettronico, indicandone alcuni di obbligatori. Nello specifico l’art. 12 del D.Lgs 70/2003 stabilisce che chi vende per mezzo di un sito Internet, deve fornire in modo chiaro, comprensibile e che non dia ragione a equivoci, prima dell’inoltro dell’ordine, le seguenti informazioni:

I passaggi da seguire per la conclusione del contratto.

Il modo in cui il contratto concluso sarà archiviato e le modalità di accesso.

I mezzi tecnici messi a disposizione del destinatario per individuare e correggere gli errori di inserimento dei dati prima di inoltrare definitivamente l’ordine.

Le lingue a disposizione per concludere il contratto oltre all’italiano.

L’indicazione degli strumenti di composizione delle controversie.

Quanto sopra viene integrato dall’articolo 52 del Codice del Consumo, che tra le altre cose, nello stabilire le informazioni al consumatore nei contratti a distanza, stabilisce l’obbligo di fornire le seguenti informazioni.

Identità del professionista e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, l’indirizzo del professionista.

Caratteristiche essenziali del bene o del servizio.

Prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse e le imposte.

Spese di consegna.

Modalità del pagamento, della consegna del bene o della prestazione del servizio e di ogni altra forma di esecuzione del contratto.

Presenta del diritto di recesso o esclusione dello stesso.

Modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso.

Costo dell’utilizzo della tecnica di comunicazione a distanza, quando e’ calcolato su una base diversa dalla tariffa di base;

Durata della validità dell’offerta e del prezzo.

Durata minima del contratto in caso di contratti per la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi ad esecuzione continuata o periodica.

Ovviamente a questi obblighi si affiancano quelli più generali imposti dal rispetto della normativa della Privacy e quella più recente dell’informativa sui Cookie previste per i siti.

Modello Contratto di Commercio Elettronico

Modello Denuncia Smarrimento Assegno

Gli assegni non sono dei semplici ordini di pagamento inoltrati dal cliente alla propria banca, ma sono dei veri e propri titoli di credito che sottostanno ad una specifica normativa.

Risulta essere pertanto piuttosto problematico il caso dello smarrimento di un assegno, questo, qualora trovato da un terzo, che lo compilasse in modo fraudolento, o che lo portasse all’incasso, difficilmente potrà essere opposto alla propria banca in modo che questa non lo paghi.

La legge, infatti, prevede degli adempimenti specifici, da compiere peraltro in tempi molto brevi, per cui la banca difficilmente potrebbe bloccare un assegno smarrito, sempre che il cliente non lo abbia denunciato.

Risulta essere per questo che è molto importante, nel momento in cui si perde un assegno recarsi presso la autorità di polizia e effettuarne la denuncia.

Per inoltrare denuncia di smarrimento assegno si dovrà portare un documento di identità e gli estremi dell’assegno o degli assegni smarriti. Nel caso non si conoscano i numeri dell’assegno o degli assegni smarriti, basterà chiamare la propria banca, la quale provvederà a comunicarvi i dati degli assegni che risultano in vostra mano.

Quindi, per sottrazione, basterà togliere ai numeri di assegni che vi darà la vostra banca, quelli che sapete possedere e otterrete così il dettaglio degli assegni smarriti e da bloccare.

Ovviamente questo presuppone abbiate tenuto nel tempo una contabilità corretta degli assegni, comunicando alla banca di eliminare dagli assegni a vostro carico quelli che avete compilato in modo erroneo e che avete stracciato o distrutto.

Sapere i numeri esatti degli assegni da bloccare è fondamentale poiché solo così la banca potrà bloccare nei propri sistemi informatici l’assegno, che se venisse posto all’incasso verrebbe bloccato immediatamente e quindi non pagato.

La denuncia di smarrimento assegno, che avrete rilasciato all’autorità giudiziaria, andrà poi consegnata presso la filiale della banca dove è acceso il rapporto di conto corrente.

Generalmente l’autorità giudiziaria trascriverà la denuncia su un proprio modulo, tuttavia è possibile, per rendere più veloce la compilazione della modulistica, presentare il modulo che segue.

Modello denuncia smarrimento assegno

Fac Simile Storno Fattura

Lo storno fattura è l’operazione contabile per mezzo della quale una azienda comunica allo Stato che una merce in passato dichiarata venduta, e sulla quale si erano calcolate e pagate le imposte dovute, è stata restituita dal cliente.

Infatti nel momento in cui un cliente restituisce una merce, sia perché difettosa, sia perché contestata altrimenti, l’azienda che ha venduto quella determinata merce si trova nella spiacevole situazione di dovee pagare le tasse sopra, sia in termini di fatturato che di imposta IVA.

Questo sarebbe ingiusto perché di fatto l’azienda, avendo ricevuto in reso la merce, ha restituito il controvalore che il cliente aveva pagato, e, nel caso questi non avesse ancora pagato, si trova impossibilitata a riscuotere il proprio credito.

Quindi, in questi casi, all’azienda spetta effettuare lo storno della fattura, ovvero emettere una nota di credito, questa è un documento commerciale simile a una fattura, avente numerazione propria oppure utilizzante la stessa numerazione progressiva delle fatture.

La differenza tra una nota di credito e una fattura è quella che la nota di credito va in sottrazione di un precedente importo già fatturato, quindi ha valore negativo.

Lo storno fattura avrà indicato nel dettaglio i motivi che hanno generato lo storno della precedente fattura, i riferimenti alla fattura stornata nonché gli importi che vengono stornati.

Così come per la fattura, anche la nota di credito viene emessa in due copie, di cui una va consegnata al cliente e una va registrata nei registri dell’azienda.

Anche i campi da completare saranno gli stessi di una fattura, ma, va detto, non è sempre possibile emettere nota di credito. Si può effettuare lo storno fattura solo nei casi del mancato pagamento di fatture, degli sconti previsti contrattualmente e non indicati nella fattura per errore e delle fatture di attesa di pagamento da parte degli enti pubblici.

Fac simile storno fattura