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Aggiornato il 6 Novembre 2025

Fac Simile Relazione sulla Gestione

In questa pagina viene messo a disposizione un fac simile relazione sulla gestione da scaricare.

Relazione sulla Gestione Aziendale

La relazione sulla gestione è il documento con cui gli amministratori spiegano, con parole e indicatori, che cosa è accaduto nell’esercizio, come sta davvero la società e quali rischi guarda in faccia mentre decide il futuro. Non è un allegato ornamentale del bilancio: è parte integrante del fascicolo approvato dall’assemblea e depositato al Registro delle Imprese, ed è soggetta a verifica del collegio sindacale e, se nominato, del revisore legale. Il suo linguaggio è discorsivo ma ha un perimetro legale preciso: deve illustrare l’andamento della gestione e la situazione della società, descrivere i principali rischi e incertezze, presentare indicatori chiave di risultato coerenti con il business, dare conto dei fatti di rilievo successivi alla chiusura, delle prevedibili evoluzioni della gestione e delle politiche su strumenti finanziari e gestione dei rischi finanziari quando rilevanti. A questi nuclei si affiancano informazioni “corporate” richieste dal codice civile, come le vicende relative a azioni proprie e della controllante, le operazioni con parti correlate e l’eventuale presenza di sedi secondarie, oltre alle attività di ricerca e sviluppo quando esistono.

Il suo raggio d’azione è diverso dal commento riga per riga al conto economico: la relazione non ricopia i numeri, li interpreta. L’analisi deve essere bilanciata e veritiera, quindi capace di spiegare sia le leve operative che hanno generato i risultati, sia i fattori esterni come mercato, concorrenza, prezzi delle materie prime, tassi e inflazione, che modificano le prospettive. Gli indicatori inseriti – margini, leva, cicli di cassa, produttività, puntualità nelle consegne, churn dei clienti, saturazione della capacità, tempi medi di incasso e pagamento – vanno scelti “per pertinenza” al modello di business e presentati con una metrica costante nel tempo, così da permettere a soci e terzi di cogliere tendenze e non solo fotografie. Laddove si usino misure non-GAAP o indicatori alternativi di performance, conviene dichiarare con chiarezza definizione, riconciliazioni essenziali e limiti, per non cadere nella rappresentazione ingannevole.

Sul profilo dei rischi il legislatore chiede sostanza, non formule generiche. Vanno descritte le incertezze che contano davvero per l’emittente della relazione: rischi di mercato e di credito, rischi di liquidità e di tasso, dipendenze da pochi clienti o fornitori, contenziosi significativi, rischi operativi e di continuità della supply chain, cyber e data protection, nonché rischi normativi e di compliance nel settore in cui si opera. Per gli strumenti finanziari occorre spiegare politiche di copertura, obiettivi e processi di gestione del rischio, illustrando anche la sensibilità dei risultati a shock ragionevoli su variabili chiave. La sezione sui fatti successivi e sulle prospettive non è un oroscopo: deve indicare eventi oggettivi avvenuti dopo la data di bilancio che cambiano la lettura dei numeri e delineare gli indirizzi gestionali programmati, segnalando se permangono incertezze che possono incidere sul presupposto della continuità aziendale.

Non tutte le società sono chiamate allo stesso sforzo redazionale, ma gli esoneri vanno maneggiati con cautela. Le imprese che redigono il bilancio in forma ordinaria devono predisporla sempre; per chi usa forme semplificate il codice civile consente in alcuni casi di incorporare parte delle informazioni richieste direttamente in nota integrativa, oppure di beneficiare di esoneri mirati, ma ciò non giustifica vuoti informativi che pregiudichino la rappresentazione veritiera e corretta. In pratica, anche quando la legge ammette semplificazioni, una relazione sintetica e ben costruita resta la soluzione più sicura quando ci sono rischi, eventi successivi o indicatori gestionali che altrimenti non troverebbero spazio.

Negli ultimi anni la relazione sulla gestione dialoga sempre di più con l’informativa non finanziaria e di sostenibilità. Gli enti già tenuti alla dichiarazione non finanziaria hanno dovuto affiancare o integrare nella relazione informazioni ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta alla corruzione, secondo i requisiti settoriali e dimensionali applicabili e gli standard di rendicontazione vigenti. Per chi non rientra in questi obblighi “estesi”, resta comunque buona prassi anticipare temi di sostenibilità che incidono sui rischi, sui costi e sui ricavi, perché sono ormai driver economici a tutti gli effetti e rientrano nella valutazione dei rischi richiesti dal codice civile.

Sul piano del processo la relazione va approvata insieme al progetto di bilancio dal consiglio di amministrazione entro i termini legali, con coerenza interna tra testo, numeri e nota integrativa. Il collegio sindacale vigila sulla conformità formale e sostanziale e il revisore, nell’ambito della propria relazione di revisione, si esprime sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio e sulla sua conformità alle norme di legge, segnalando incongruenze materiali ove emergano. Responsabilità e sanzioni non sono teoriche: affermazioni non veritiere o omissioni rilevanti possono integrare profili di responsabilità degli amministratori, specie quando incidano sulla valutazione della continuità o sulla decisione dei soci.

Per scriverla bene conviene adottare un’architettura ricorrente e leggibile: si parte dal profilo societario e dal modello di business, si spiegano i mercati di riferimento e i risultati operativi e finanziari dell’anno con indicatori chiave e driver esplicativi, si illustrano rischi e presìdi, si rendicontano fatti di rilievo dopo la chiusura e si tratteggiano le prospettive. La coerenza fra testo e tavole numeriche è la cartina di tornasole: se la relazione celebra la crescita e il rendiconto finanziario mostra tensioni strutturali di cassa, c’è un problema; se si omettono rischi noti e materializzati, la credibilità crolla. Anche lo stile conta: chiarezza, metriche stabili, definizioni esplicite, assenza di iperboli e un uso sobrio di forward-looking statements con caveat ragionevoli riducono il rischio di incomprensioni con soci, finanziatori e organi di controllo.

Fac Simile Relazione sulla Gestione

Di seguito è disponibile un fac simile relazione sulla gestione da scaricare.

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