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Modelli e Fac Simile

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Aggiornato il 24 Novembre 2025

Fac Simile Lettera di Restituzione dei Beni Aziendali Word e PDF

Navigando in questa pagina troverete un utile risorsa, un fac simile di lettera di restituzione dei beni aziendali. Questo strumento vi permetterà di gestire in modo professionale ed efficace le situazioni in cui sia necessario richiedere la restituzione dei beni aziendali. Il documento è disponibile sia in formato Word che PDF, per permettervi di personalizzarlo in base alle vostre esigenze. Potete scaricare facilmente il modello e utilizzarlo come base per redigere una comunicazione formale e precisa. Questa risorsa vi aiuterà a risparmiare tempo e ad evitare possibili errori o dimenticanze.

Restituzione dei Beni Aziendali

La restituzione dei beni aziendali è il momento in cui si “chiude il cerchio” del rapporto tra azienda e lavoratore o collaboratore: tutto ciò che ti è stato affidato per svolgere l’attività (computer, telefono, badge, auto, chiavi, documenti, credenziali, dispositivi di sicurezza, carte aziendali) deve tornare nella piena disponibilità del datore di lavoro. Da un punto di vista giuridico non è un dettaglio amministrativo, ma l’effetto naturale di due principi di fondo: l’obbligo di diligenza e correttezza del lavoratore e il fatto che la proprietà dei beni resta sempre in capo all’azienda, salvo diverso accordo.

Di solito la disciplina concreta nasce dal contratto di lavoro, dal regolamento aziendale o da policy ICT e security: lì si trovano indicazioni su quali strumenti sono assegnati, se è ammesso l’uso personale, come vanno custoditi e in quali condizioni devono essere restituiti. Anche il codice civile, negli articoli sull’obbligazione in generale e sul lavoro subordinato, impone che chi riceve una cosa altrui per una determinata attività la restituisca alla fine, e che risponda dei danni causati da dolo o colpa. Nei settori dove la sicurezza è più sensibile (ad esempio accesso a dati personali, segreti aziendali, dispositivi ad alto rischio) questo obbligo è rafforzato da norme speciali, come quelle del GDPR sul trattamento dei dati e quelle in materia di salute e sicurezza sul lavoro: restituire dispositivi, credenziali e documenti non è solo “restituire la roba”, ma anche interrompere l’accesso a informazioni e strumenti che non si è più autorizzati a usare.

In pratica il momento cruciale è la cessazione del rapporto, che sia un licenziamento, una dimissione, una fine di collaborazione o la scadenza di un contratto a termine. Il datore di lavoro ha il diritto di richiedere la restituzione immediata dei beni aziendali e il lavoratore ha il dovere di consegnarli senza ritardo indebito. È buona prassi che l’azienda predisponga un elenco aggiornato di ciò che è stato assegnato alla persona (laptop con relativo numero di serie, smartphone, SIM, auto aziendale, carte carburante, credenziali di accesso, chiavi di uffici o locali, dispositivi di autenticazione, ecc.) e che, al momento della riconsegna, si rediga un verbale o una scheda di consegna, datata e sottoscritta da entrambe le parti. Questo documento ha un valore probatorio importante: dimostra che l’azienda ha riacquisito la disponibilità dei beni e tutela anche il lavoratore rispetto ad accuse future di trattenzione indebita.

Il tema diventa più delicato quando i beni aziendali sono “anche digitali”. In molti contesti il bene non è solo il dispositivo fisico, ma anche dati, software, accessi: account email aziendale, credenziali per gestionali, archivi condivisi, password di social media aziendali, strumenti cloud. Dal punto di vista legale, la restituzione implica che il lavoratore cessi di accedere e comunichi eventuali credenziali ancora in suo possesso, fermo restando l’obbligo dell’azienda di gestire questi passaggi nel rispetto della privacy. Quando l’account email viene chiuso o reindirizzato è importante che il datore si attenga alle linee guida del Garante privacy: non è consentito un controllo indiscriminato della corrispondenza personale, e l’azienda dovrebbe organizzare la transizione comunicando ai terzi un indirizzo di contatto diverso senza “spiare” in modo sproporzionato. Allo stesso modo, se il dipendente ha usato dispositivi aziendali anche per fini personali, la restituzione dovrebbe avvenire con procedure che, per quanto possibile, separino i dati aziendali da quelli strettamente personali, evitando accessi inutilmente invasivi.

Quando la restituzione non avviene spontaneamente, emergono i profili di responsabilità. Se il lavoratore trattiene beni aziendali senza motivo, il datore può, in prima battuta, contestare disciplinarmente la condotta, anche dopo la cessazione del rapporto se il comportamento è emerso prima e ha dato luogo a una vera e propria appropriazione indebita. In casi estremi, la mancata restituzione di beni di valore o di documenti sensibili può integrare ipotesi di reato come l’appropriazione indebita o la violazione di segreti aziendali, con possibilità di denuncia penale. Sul piano civile, l’azienda può agire per il risarcimento dei danni, che comprendono sia il valore del bene non restituito sia eventuali ulteriori pregiudizi (ad esempio costi per sostituzioni urgenti, danni da mancato utilizzo, conseguenze di mancata restituzione di documenti fiscali o tecnici). La giurisprudenza tende a valutare con attenzione la proporzionalità delle reazioni aziendali: una dimenticanza di scarsa importanza viene trattata diversamente rispetto a una trattenzione consapevole e persistente di beni anche dopo solleciti formali.

Sul piano opposto, anche il lavoratore ha diritto a non vedersi attribuiti danni che non dipendono da lui. Se restituisce un bene che presenta usura normale per l’uso legittimo nel tempo, non può essergli addebitato il costo per riportarlo “a nuovo”, salvo che siano stati concordati obblighi specifici di restituzione in condizioni particolari (ad esempio per auto o apparecchiature noleggiate con contratti che prevedono limiti di chilometraggio o condizioni di usura prefissate). Diverso è il caso di danneggiamenti dovuti a negligente custodia, uso improprio o violazione di istruzioni di sicurezza: qui, se l’azienda dimostra il nesso causale tra condotta del dipendente e danno, può chiedere un ristoro, sempre nel rispetto dei limiti posti al potere di rivalsa del datore di lavoro, che non può pretendere in via indiscriminata di trasferire tutto il rischio d’impresa sui dipendenti.

Un discorso specifico meritano l’auto aziendale e i beni concessi in uso promiscuo. In questi casi, la restituzione va coordinata con la cessazione del beneficio extraretributivo: il lavoratore deve riconsegnare il veicolo, le chiavi, i documenti e le carte carburante, chiudendo anche eventuali addebiti personali secondo le procedure interne. Se esistono contratti di fringe benefit che regolano il veicolo come parte della retribuzione, la sottrazione anticipata di questo beneficio da parte del datore, prima della cessazione del rapporto o senza adeguata giustificazione, può avere riflessi in termini di diritto del lavoro; ma una volta cessato il rapporto, la permanenza dei beni aziendali presso l’ex dipendente è priva di base giuridica. Lo stesso vale per smartphone e computer: il fatto che siano stati usati per fini personali durante il rapporto non li trasforma in beni del lavoratore, a meno che non sia espressamente previsto un trasferimento di proprietà, cosa rara e comunque da mettere per iscritto.

Dal punto di vista operativo, la gestione ordinata della restituzione dovrebbe iniziare prima dell’ultimo giorno di lavoro. È buona prassi che l’azienda comunichi all’interessato, per iscritto, l’elenco dei beni da restituire, la data e il luogo della consegna, la persona di riferimento e le modalità pratiche (ad esempio reset di dispositivi, cancellazione di dati personali, restituzione di badge al momento dell’uscita). Se la cessazione è consensuale o amichevole, spesso le parti si accordano facilmente su queste modalità; se invece il rapporto si interrompe in modo conflittuale, è ancora più importante che tutto passi per canali formali, con eventuali solleciti e, in ultima istanza, con l’intervento di un legale qualora i beni non vengano riconsegnati o risultino manomessi.

Esempio lettera di restituzione dei beni aziendali editabile da scaricare

Restituzione alla cessazione del rapporto (generale)

Oggetto: Restituzione beni aziendali – cessazione rapporto di lavoro

Alla/Al Sig.ra/Sig. [Nome Cognome] – [Matricola] – [Reparto]

Gentile [Cognome],
in riferimento alla cessazione del rapporto con decorrenza [data], La invitiamo a restituire tutti i beni aziendali in Suo possesso entro e non oltre [data/ora] presso [luogo – es. Ufficio HR/Facility].
L’elenco riepilogativo è il seguente: [laptop (marca/modello/seriale), smartphone (IMEI), badge, chiavi (codice), carte carburante, carte aziendali, SIM, dispositivi di sicurezza DPI, documentazione, altri asset].

Le ricordiamo che:

è fatto divieto di trattenere copie di dati/documenti;

i dispositivi saranno sanificati e ripristinati;

l’eventuale mancata restituzione/danno comporterà addebito secondo regolamento aziendale e legge.

Per concordare data e verifica inventario: [referente, telefono/email].
Cordiali saluti,
[Nome Cognome] – [Ruolo] – [Azienda]

Ricevuta di consegna
Io sottoscritto/a [Nome Cognome] consegno i beni elencati in data __________ ___].
Firma dipendente __________________ Firma ricevente __________________

 Richiamo per beni non restituiti (sollecito formale)

Oggetto: Sollecito restituzione beni aziendali non ancora riconsegnati

Alla/Al Sig.ra/Sig. [Nome Cognome] – [Matricola]

Facciamo seguito alla comunicazione [prot./data]: ad oggi risultano non riconsegnati i seguenti beni aziendali [elenco con codici seriali/IMEI/asset tag].
La invitiamo a provvedere entro [n] giorni al recapito [indirizzo/ufficio] o a concordare ritiro con il referente [nome, tel]. In difetto, procederemo all’addebito del valore residuo e alle ulteriori azioni previste dal regolamento e dalla normativa vigente.
Restiamo a disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti,
[Nome Cognome] – [Ruolo] – [Azienda]

Restituzione per cambio ruolo/trasferimento interno (con scambio asset)

Oggetto: Restituzione/sostituzione beni aziendali per cambio ruolo

Alla/Al Sig.ra/Sig. [Nome Cognome] – [Nuovo ruolo/reparto]

In relazione al trasferimento a [sede/reparto] dal [data], La preghiamo di restituire entro [data] i seguenti beni assegnati all’attuale posizione: [elenco asset con seriali].
Contestualmente ritirerà il nuovo kit: [nuovo laptop/telefono/badge/chiavi, dettagli]. È richiesto il backup dei dati aziendali secondo procedura IT e la cancellazione di eventuali dati personali prima della consegna.
Per appuntamento e presa in carico: [IT/Facility – contatti].
Cordiali saluti,
[Nome Cognome] – [Ruolo] – [Azienda]

Verbale di riconsegna/nuova assegnazione
Restituiti: [elenco] – Consegnati: [elenco] – Note: [____]
Firma dipendente __________ Firma consegnante __________ Data __________ ___

Restituzione per lavoro da remoto (spedizione con etichetta/ritiro corriere)

Oggetto: Istruzioni per restituzione beni aziendali – lavoratore remoto

Alla/Al Sig.ra/Sig. [Nome Cognome] – [Indirizzo di ritiro]

Le inviamo etichetta prepagata e materiale d’imballo per la restituzione dei beni aziendali: [elenco con seriali].
Procedura:

Esegua backup dei dati aziendali e logout dagli account; non rimuova MDM/gestione IT.

Ripristini, se richiesto, le impostazioni di fabbrica; rimuova accessori personali.

Imballi i dispositivi, inserendo check-list firmata; applichi l’etichetta di spedizione.

Programmi il ritiro corriere per [data/fascia] chiamando [numero/portale].

A spedizione avvenuta, invii la prova di consegna a [email]. Per assistenza: [helpdesk].
Cordiali saluti,
[Nome Cognome] – [Ruolo] – [Azienda]

Check-list inserita nel pacco
☐ Laptop [seriale] ☐ Alimentatore ☐ Mouse ☐ Borsa ☐ Smartphone [IMEI] ☐ SIM ☐ Badge ☐ Chiavi ☐ Altro: [____]
Firma dipendente __________ Data __________ ___

Restituzione chiavi/badge e documenti riservati

Oggetto: Restituzione dispositivi di accesso e documentazione riservata

Alla/Al Sig.ra/Sig. [Nome Cognome] – [Unità/Progetto]

In vista della revoca abilitazioni dal [data], La invitiamo a riconsegnare entro [data/ora] i seguenti beni: [chiavi – codici, badge – ID, token 2FA, smart card, documentazione cartacea/classificata, supporti rimovibili].
Alla consegna verranno disattivati gli accessi e redatto verbale; ogni copia fisica o digitale non autorizzata deve essere distrutta o restituita. È fatto divieto di portare all’esterno materiale riservato ai sensi delle policy [Security/Privacy/Confidenzialità].
Per il rilascio della clearance di uscita: [Security/HR – contatti].
Distinti saluti,
[Nome Cognome] – [Responsabile Sicurezza/HR] – [Azienda]

Verbale di restituzione
Ricevuti: [elenco e codici] – Accessi revocati: [sì/no] – Note: [____]
Firma dipendente __________ Firma ricevente __________ Data __________ _

Fac simile lettera di restituzione dei beni aziendali editabile da scaricare

Nel seguente paragrafo, troverete un modello di lettera di restituzione dei beni aziendali. Questo documento può essere utilizzato quando un dipendente lascia l’azienda e deve restituire l’attrezzatura o altri beni che gli sono stati forniti per l’esecuzione del suo lavoro. Il modello è disponibile sia in formato Word che PDF, per facilitarne l’uso e l’adattamento alle vostre specifiche esigenze. Si tratta di uno strumento pratico e professionale, progettato per gestire queste situazioni in modo efficiente e senza stress.

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