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Aggiornato il 6 Novembre 2025

Fac Simile Patto di non Concorrenza Dipendente Word e PDF

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello patto di non concorrenza.

Patto di non Concorrenza

Il patto di non concorrenza è un accordo scritto con cui, alla cessazione del rapporto, il lavoratore si impegna a non svolgere attività in concorrenza con l’ex datore. La sua disciplina è nell’art. 2125 c.c. e la regola d’oro è che limita la libertà professionale solo se ricorrono contemporaneamente quattro condizioni: forma scritta, delimitazione specifica dell’oggetto (quali attività sono vietate), delimitazione di tempo e di luogo (per quanto e dove vale il divieto), e pagamento di un corrispettivo “congruo” a favore del lavoratore. Se anche uno solo di questi elementi manca, il patto è nullo e non produce effetti. La durata massima è tassativa: fino a tre anni per i lavoratori non dirigenti e fino a cinque anni per i dirigenti; durate superiori si riducono automaticamente al limite legale. L’ambito territoriale e quello merceologico devono essere coerenti con l’interesse dell’impresa e con le mansioni svolte: un divieto che copra “ovunque” o “qualsiasi attività del settore” senza legame concreto con il business aziendale rischia l’invalidità perché sproporzionato.

Il corrispettivo è l’asse portante della validità: dev’essere reale, determinato o determinabile e proporzionato al sacrificio richiesto. La legge non fissa una soglia numerica, ma la giurisprudenza guarda alla combinazione tra durata, ampiezza territoriale, ampiezza merceologica e spendibilità della professionalità del lavoratore; più il vincolo è ampio e lungo, più il corrispettivo deve essere elevato. Può essere pagato in unica soluzione alla fine, in rate periodiche durante il rapporto o post–contrattuali, o in una combinazione delle due; se è meramente “figurativo” o modesto rispetto al perimetro del divieto, il patto è a rischio nullità. Sul piano fiscale e contributivo, di regola gli importi sono trattati come reddito di lavoro dipendente, con ritenute e, a seconda del momento e degli accordi, possibili effetti contributivi: conviene definire nel testo quando e come verrà pagato, così da allineare paghe e adempimenti.

Il contenuto va scritto con attenzione. Occorre indicare con precisione le attività vietate (per esempio produzione, vendita, consulenza su specifici prodotti/servizi), il perimetro geografico ragionevole in relazione al mercato in cui l’impresa opera, la durata entro i limiti di legge, l’importo e le modalità di pagamento del corrispettivo, l’eventuale penale in caso di violazione e le regole su eventuali eccezioni autorizzabili per iscritto. Non vanno confusi gli istituti: il “non sollecitare” clienti o dipendenti (non-solicitation e non-poaching) non è automaticamente compreso nel non concorrenza, ma può essere pattuito in aggiunta e, se limita la libertà professionale, deve comunque rispettare i criteri di proporzionalità e prevedere un corrispettivo. Clausole che vietano in blocco la spendita del proprio mestiere o l’uso del know-how “generico” sono abusive; diverso è il divieto di utilizzare o divulgare segreti aziendali e informazioni riservate, che vale per legge anche senza patto e può essere rafforzato da specifiche clausole di riservatezza.

La revoca unilaterale da parte del datore dopo la firma non è libera: se non è espressamente prevista nel patto, il datore non può “sciogliersi” dal vincolo per evitare il pagamento quando il rapporto è già cessato; eventuali clausole di recesso del datore devono essere chiare, esercitabili entro un termine ragionevole prima della cessazione e non elusive del diritto del lavoratore al corrispettivo. In caso di violazione il datore può chiedere l’inibitoria (un ordine del giudice di cessare l’attività vietata) e il risarcimento del danno; la previsione di una penale aiuta a quantificare ex ante il pregiudizio, ma non esonera dall’onere di dimostrare almeno l’inadempimento. Dall’altro lato, se il patto è nullo o eccessivo, il lavoratore può farne accertare l’inefficacia e, quando abbia già sofferto un pregiudizio, chiedere il ristoro. In pratica, molti contenziosi si giocano su ampiezza, congruità del corrispettivo e prova della concorrenza effettiva.

Esistono varianti per altre figure. Per gli agenti e rappresentanti di commercio il codice civile prevede un patto di non concorrenza post-contrattuale specifico, con durata massima di due anni (uno in alcuni casi), valido solo se scritto e circoscritto per zona, clientela e categoria di prodotti, e assistito da un’indennità adeguata. Per gli amministratori di società opera un divieto legale di concorrenza durante l’ufficio; per il dopo incarico serve un patto ad hoc che, se eccessivo, soffre degli stessi limiti di proporzionalità. Per apprendisti, tempi determinati e part-time il patto è ammissibile, ma la congruità del corrispettivo va calibrata con maggiore attenzione rispetto al livello retributivo e alla spendibilità delle competenze.
Scrivere un buon patto significa fotografare l’interesse concreto dell’impresa, non blindare il mercato: individuare le aree di business realmente sensibili, disegnare un’area geografica coerente con l’operatività, fissare una durata proporzionata, riconoscere un corrispettivo all’altezza e chiarire modalità di pagamento e penale. Per l’azienda è prudente mappare in anticipo le posizioni per cui il vincolo ha senso (ruoli con accesso a clienti chiave, tecnologie, strategie) e applicarlo solo lì; per il lavoratore è essenziale valutare se il patto, così com’è, gli consente comunque di lavorare nel proprio mestiere senza essere espulso dal mercato. Quando questi equilibri sono rispettati, il patto di non concorrenza diventa un accordo serio e difendibile; quando sono ignorati, è solo carta che rischia di non reggere davanti a un giudice.

Esempio Patto di non Concorrenza

Tra ___________________ (C.F. ___________________, con sede in ___________________), in persona di ___________________, in qualità di datore di lavoro, e il/la Sig./Sig.ra ___________________ (C.F. ___________________, nato/a a ___________________ il ___________________, residente in ___________________), di seguito “Lavoratore”.

Premesse e mansioni – Le premesse sono parte integrante del presente patto. Il Lavoratore ha svolto/svolge le mansioni di ___________________ presso l’unità di ___________________.

Oggetto del divieto – A decorrere dalla cessazione, il Lavoratore si obbliga a non svolgere, direttamente o indirettamente, per conto proprio o di terzi, attività in concorrenza consistenti in ___________________ (es.: produzione/commercializzazione/consulenza su ___________________), nonché a non collaborare con imprese che svolgono tali attività. Restano salve le attività diverse e non riconducibili al core business aziendale descritto.

Ambito territoriale – Il divieto opera nel territorio di ___________________ (es.: Provincia/Regione/Italia/UE indicare con precisione aree o mercati), in coerenza con l’area effettiva di operatività del Datore.

Durata – Il patto ha durata di ______ mesi/anni (max 36 mesi non dirigenti / 60 mesi dirigenti) decorrenti dal ___________________ (data di cessazione del rapporto ovvero diversa data espressamente indicata).

Corrispettivo – A fronte delle limitazioni concordate, il Datore riconosce al Lavoratore un corrispettivo complessivo lordo di € ___________________ (oppure € ________ al mese/per ________ mensilità), pagabile in ___________________ (unica soluzione alla cessazione / rate mensili post–contrattuali / rate durante il rapporto e post–contrattuali), con le ritenute e contribuzioni di legge. Il pagamento avverrà su IBAN ___________________.

Proporzionalità – Le Parti dichiarano che oggetto, durata e territorio sono proporzionati e che il corrispettivo è congruo rispetto al sacrificio richiesto, tenuto conto delle mansioni e del mercato di riferimento.

Eccezioni autorizzate – Il Datore potrà autorizzare per iscritto, caso per caso, attività altrimenti vietate quando non pregiudichino i suoi interessi; l’autorizzazione specifica esclude la violazione per le attività ivi indicate.

Penale – In caso di inadempimento, il Lavoratore corrisponderà una penale pari a € ___________________ (oppure ______% della RAL annua all’atto della cessazione / ______ mensilità), fatto salvo il maggior danno. Il Datore potrà altresì chiedere l’inibitoria giudiziale delle condotte vietate.

Riservatezza e segreti – Restano fermi gli obblighi di riservatezza e di tutela dei segreti aziendali e know-how ai sensi di legge e dei patti sottoscritti, anche oltre la durata del presente patto.

Recesso/Revoca – (Opzionale) Il Datore potrà recedere dal patto entro il ___________________ (es.: termine di preavviso di ______ giorni prima della cessazione) mediante comunicazione scritta; in tal caso nulla sarà dovuto a titolo di corrispettivo. Trascorso tale termine, il recesso non è ammesso.

Clausole finali – Il presente patto non limita la possibilità del Lavoratore di esercitare attività diverse da quelle vietate e compatibili con il mantenimento della propria professionalità. Eventuali patti di non sollecitazione clienti/fornitori e non-poaching dipendenti sono ___________________ (inclusi di seguito / allegati sub “A”). Qualsiasi modifica richiede la forma scritta.

Foro competente – Per ogni controversia è competente il Foro di ___________________.

Luogo ___________________ Data ___________________
Il Datore di lavoro ___________________ (firma)
Il Lavoratore ___________________ (firma per accettazione specifica ex artt. 1341–1342 c.c. delle clausole nn. 2–5–8–10–12)

Modello Patto di non Concorrenza Word e PDF

Di seguito è possibile trovare un modello patto di non concorrenza dipendente Word e PDF.

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