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Delega Equitalia

La delega Equitalia è un documento con il quale si attribuisce a un terzo la facoltà di accedere al proprio stato debitorio nei confronti di Equitalia, per mezzo del servizio telematico Fisconline.

L’azienda che cura il servizio di riscossione dei tributi per conto dello Stato e degli Enti Locali ha realizzato, per ogni contribuente, una particolare area riservata nel proprio sito Internet, dove il contribuente stesso può trovare il dettaglio del proprio stato debitorio verso Equitalia.

Questo significa che tutte le richieste di pagamento che Equitalia rivolge al singolo contribuente sono consultabili anche online e, dunque, in questo modo si superano eventuali problemi di smarrimento di singole cartelle esattoriali sia da parte dell’utente che in sede di consegna, da parte del servizio postale.

Ogni utente può consultare il proprio stato debitorio, accedendo al cassetto fiscale, in modo autonomo, richiedendo ad Equitalia che gli vengano assegnate le proprie credenziali di accesso al sistema telematico Fisconline, costituite da nome e password. Tuttavia, se un utente non possiede adeguate conoscenze informatiche oppure non possiede una connessione Internet domestica e non vuole dover andare in un luogo pubblico, come potrebbe essere un Internet point, per consultare documenti così personali, potrà delegare dei terzi soggetti abilitati a accedere al proprio cassetto fiscale presso Equitalia.

Certo non è possibile delegare chiunque, ma solamente categorie specifiche di soggetti, come i ragionieri commercialisti, i dottori commercialisti, i consulenti del lavoro: a questi dovrà essere fornito un modulo delega Equitalia, come quello che alleghiamo, che dovrà essere compilato in ogni sua parte e quindi trasmesso ad Equitalia da parte del commercialista incaricato con in allegato una copia fronte/retro del documento di identità del sottoscrittore.

In tal modo sarà il commercialista al quale ci si è affidati a poter accedere allo stato debitorio del cliente e a poter visualizzare e stampare tutte le richieste di pagamento che l’istituto di riscossione ha rivolto al cliente stesso.

Delega Equitalia

Fac Simile Istanza di Interpello

Per diritto di interpello si intende la facoltà che appartiene a ogni contribuente, così come stabilito dall’articolo 21 della legge numero 413, del 30 dicembre 1991, trovando maggiore e più ampia applicazione successivamente con la legge numero 212 del 27 luglio del 2000, di chiedere un’istanza all’Amministrazione Finanziaria, al fine di ottenere chiarimenti specifici riguardanti alcune incertezze normative, nei seguenti settori

-IRPEF.

-IRES.

-IRAP.

-IVA.

-Tasse governative.

-Tributi minori.

-Imposta di bollo e di registro.

La richiesta va generalmente presentata alla Direzione Regionale di competenza, fa fede il domicilio fiscale.

Le varie tipologie di interpello devono comunque essere presentate prima di redigere la dichiarazione dei redditi, altrimenti sono inammissibili. Si va a chiedere un parere oppure una delucidazione su una o più materie che riguarderanno future dichiarazioni, non già presentate.

Tendenzialmente, si indica anche quella che viene definita la soluzione proposta dal contribuente, ovvero come si intenderebbe proseguire.

Tutte le istanze vanno presentate in carta semplice, indicando tutti i dati qui di seguito

-Dati anagrafici del contribuente.

-Dati anagrafici del legale rappresentante

-Eventuale procura ad un professionista.

-Tipologia di istanza e tipologia di interpello.

-Descrizione minuziosa ed attenta dell’oggetto di interpello.

-Un indicazione dei valori economici in oggetto di istanza.

-Data di sottoscrizione dell’istanza.

La mancanza di uno o più dati determinerà l’inammissibilità dell’istanza, quindi bisogna essere decisamente scrupolosi durante la sua stesura. Qualora infatti non vi sia la firma, oppure se il professionista che la presenta ai pubblichi uffici non ha una vera e propria procura, o se le circostanze che determinano l’istanza non siano abbastanza chiare ed esaustive, l’annullano immediatamente.

Qualora sussistano effettivi dubbi sulle normative fiscali, riguardo casi personali e concreti, qualsiasi contribuente può proporre un’istanza, meglio se delegando un professionista che si occupi del caso, viste le particolarità degli argomenti trattati.

Nel termine massimo di 120 giorni, a fronte di un’istanza con tutte le carte in regola, le Amministrazioni sono tenute a dare una risposta, mediante notifica o comunicazione cartacea o telematica.

Fac Simile Istanza di Interpello

Modello Accesso Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa

Una volta era un fondo chiamato Giovani coppi” mentre oggi è leggermente cambiato. Si chiama attualmente Fondo di garanzia mutui prima casa e consiste sostanzialmente in una garanzia da parte dello Stato, per un importo al massimo del 50% della quota capitale per tutti qui finanziamenti richiesti per l’acquisto, ma anche la ristrutturazione o la riqualificazione energetica della prima casa.

Tutto ciò, fino ad esaurimento scorte, ovvero 600 milioni di euro nel triennio 2014 2016, con ulteriori 20 milioni forse da stanziarsi in futuro.

Questo aiuto da parte dello Stato è stato definito con la legge di Stabilità del 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 226 dell’8 ottobre 2014.

Vediamo chi può aderire a questo fondo.Tutte le coppie di cui almeno uno dei componenti non abbia superato i 35 anni, i nuclei familiari composti da figli minori ed un solo genitore, ma anche giovani under 35 con contratti atipici (più deboli) come ad esempio i contratti occasionali, o anche chi abita in una casa popolare.

Quali sono i requisiti da soddisfare per poter accedere al fondo. Innanzitutto non si deve essere proprietari di altri immobili ad uso abitativo, e l’immobile in oggetto non deve essere categorizzato come casa di lusso, villa o castello. In più, l’importo totale del mutuo ipotecario non deve superare i 250000 euro.

Tutti gli istituti di credito sono liberi di aderire o meno a questo tipo di iniziativa, quindi chiedete alla vostra banca di fiducia se per caso c’è la possibilità di accedere al fondo. Per poter offrire alla clientela l’accesso all’agevolazione, le banche dovranno compilare un modulo di adesione e potranno averne piena operatività entro 30 giorni. L’elenco di tutti gli istituti abilitati si trova sul sito ufficiale dell’ABI, ovvero www.abi.it ma anche del gestore di questo fondo di garanzia, quindi www.consap.it .

Per il consumatore finale, invece, ci sarà un altro modulo di domanda per la richiesta di adesione al fondo di garanzia dello Stato. Il documento, compilato in ogni sua parte in modo corretto, andrà consegnato direttamente nelle mani dell’istituto di credito prescelto, il quale verificherà la correttezza delle informazioni ivi compilate.

La banca entro 20 giorni dovrà dare una risposta definitiva in base alla disponibilità del fondo, ma non è obbligata a concedervi il mutuo, in tal caso, però, dovrà fornire tutte le motivazioni allo Stato riguardanti il rifiuto del finanziamento.

Modello F24 Elide Editabile

Il Modello F23, utilizzato per i pagamenti delle imposte di registro, imposte di bollo, sanzioni e interessi per i contratti d’affitto, dal nuovo anno sarà sostituito dal Modello F24 Elide, ovvero con elementi identificativi.

Il tutto per rendere più snella la burocrazia e più semplici gli adempimenti fiscali, e per agevolare i contribuenti che già conoscono il Modello F24 Ordinario.

Fino al 31 dicembre di quest’anno, ci sarà un periodo di transizione dove saranno accettati tutti e due i tipi di modello, sia F23 che F24 Elide, ma dal primo gennaio 2015 non esisterà più il vecchio modello.

Il nuovo modello andrà utilizzato per adempiere a tutti i pagamenti che non possono essere registrati nel Modello F24 Ordinario. Andrà presentato per via telematica dai possessori di partita IVA che si potranno avvalere di un professionista abilitato, oppure fare tutto da soli.

Le altre tipologie di contribuenti, potranno avvalersi di questo nuovo modello sia tramite il commercialista, oppure anche presso gli istituti di credito, in posta o all’Agenzia delle Entrate.

Attenzione, però: se sono previste compensazioni con crediti d’imposta, non è possibile utilizzare il modello F24 con elementi identificati, chiamato Elide.

Come accade all’uscita di ogni nuovo modello di pagamento, l’Agenzia delle Entrate ha vagliato nuovi codici da inserire, per identificare la tipologia di pagamento che si sta effettuando.

Ecco, di seguito, i nuovi codici rilasciati per compilare correttamente il Modello F24 Elide

-1500 Imposta di registro per prima registrazione.
-1501 Imposta di registro per annualità successive.
-1502 Imposta di registro per cessioni del contratto.
-1503 Imposta di registro per risoluzioni del contratto.
-1504 Imposta di registro per proroghe del contratto.
-1505 Imposta di bollo.
-1506 Tributi speciali e compensi.
-1507 Sanzioni da ravvedimento per tardiva prima registrazione.
-1508 Interessi da ravvedimento per tardiva prima registrazione.
-1509 Sanzioni da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi.
-1510 Interessi da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi.

Chiaramente, oltre a questi codici, sul modello andranno anche indicati tutti i dati personali, o dell’impresa, ditta o società.

Modello F24 Elide Editabile

Modello Richiesta Rimborso Fiscale

A volte i contribuenti versano tasse di importo maggiore rispetto a quello che avrebbero dovuto versare, magari grazie a qualche spesa detraibile o voci similari e, in questi casi, avranno diritto ad un rimborso fiscale.

Questi rimborsi possono essere chiesti o tramite la dichiarazione dei redditi oppure tramite una dichiarazione scritta su un modulo apposito.
Ci sono dei limiti di tempo imposti per legge per la richiesta di rimborso fiscale, allo scadere dei quali va a decadere il diritto di richiederlo.

Questi limiti sono suddivisi in base alla tipologia di imposte pagate in eccesso: se il rimborso riguarda l’IRPEF, Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, deve essere richiesto entro 48 mesi dal versamento dell’eccedenza, se riguarda l’IRES, Imposta sul REddito delle Società, anche in questo caso va richiesto entro 48 mesi, mentre per altre ritenute per mezzo del sostituto d’imposta o dallo Stato il rimborso va chiesto entro 36 mesi.

Compilata la richiesta di rimborso, andrà poi consegnata all’Agenzia delle Entrate che dovrà verificare l’effettiva eccedenza di imposte pagate e solo nel caso in cui tale verifica risulterà positiva, provvederà al rimborso vero e proprio.

Le modalità in cui avviene fisicamente il rimborso sono specificate dall’Agenzia delle Entrate; nel caso in cui un contribuente abbia fornito l’IBAN del suo conto bancario all’Agenzia, il rimborso avverrà tramite conto corrente bancario o postale. Risulta essere necessario però che il beneficiario del rimborso coincida con l’intestatario, o uno degli intestatari, in caso di conto corrente cointestato, del conto corrente. In caso contrario, il rimborso non viene accreditato.

La comunicazione delle coordinate può essere fatta di persona presso uno sportello dell’Agenzia di competenza oppure attraverso un’applicazione disponibile sul sito web ufficiale www.agenziaentrate.gov.it, tramite il codice Pin rilasciato su richiesta.

Per evitare di incappare in errori, considerando già una burocrazia particolarmente lenta, non rischiamo di fornire dati errati.
Rechiamoci quindi all’Agenzia delle Entrate con i seguenti dati alla mano:
-Codice IBAN per i versamenti nazionali
-Codice BIC per i versamenti internazionali
-Nome completo della banca
-Indirizzo della banca

Se l’importo da rimborsare non arriva ai 1.000 euro, si può optare per un bonifico domiciliato, ovvero tramite documento di riconoscimento si potrà esigere la somma alle Poste Italiane, direttamente in contanti.

Per importi superiori si verrà invitati a fornire i dati bancari o postali, in caso contrario, si riceverà un vaglia della Banca d’Italia.

Modello Richiesta Rimborso Fiscale