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Modello Lettera di Manleva

La manleva si utilizza nei contratti e il nome specifico è Patto di manleva. Vediamo in cosa consiste questa clausola e come funziona. La manleva è una clausola di un contratto per cui, invece di ottemperare la persona che ha siglato l’accordo, ne paga una terza.

Per esempio, un patto di manleva è quando una persona fa il garante per una casa. Nel caso in cui la persona che ha fatto il mutuo non possa pagare, interviene in manleva il garante. Questa clausola si trova anche nei contratti tra aziende. Per esempio, se c’è un’azienda più grande che controlla una società più piccola, allora la più grande può usare la manleva per pagare le forniture della più piccola. Ovviamente, tutto dipende dalle situazioni. Chi lavora nella Pubblica Amministrazione e procura danno ad altri mentre lavora, può richiedere che la spesa sia pagata in manleva dall’ente pubblico dove lavora.

La manleva, come vedi, ha tantissimi campi di applicazione, ma bisogna stare molto attenti. Essere garanti è vincolante. Se, per esempio, il garante si rifiuta di pagare la rata del mutuo, a essere pignorato sarà lui e non la persona che non ha pagato all’inizio, per effetto della manleva. Allo stesso modo, la società che paga i conti alla sede distaccata può avere questo tipo di problemi.

Per fortuna, sulla manleva ci sono delle limitazioni di legge. La manleva non toglie tutte le responsabilità. Nell’esempio del mutuo, c’è il primo impegno a chi ha contratto il mutuo a pagarlo. Per quanto riguarda gli amministratori, invece, si deve dimostrare che il danno è stato fatto al lavoro e che non sia un reato grave. Se queste due condizioni mancano, anche una sola, la manleva non funziona e la responsabilità grava sull’amministratore. Una manleva totale, cioè che tolga tutte le responsabilità, sarebbe illegale. Il contratto, quindi, sarebbe annullato d’ufficio, anche se entrambe le parti sono d’accordo per la firma.

Le clausole come la manleva non sono pericolose se utilizzate nel modo corretto. La responsabilità civile e penale di qualsiasi atto, però, è personale ed è giusto che chi ha commesso un reato lo paghi personalmente, senza mettere in causa terzi per effetto di una manleva improbabile. Prima di firmare un atto, assicurati che tutto sia messo nero su bianco e che la manleva sia in regola con quanto stabilito dalla legge. In questo modo, non avrai problemi a firmare l’accordo e a procedere poi con il contratto per tutelarti.

Modello Lettera di Manleva

Modello Contratto di Factoring

Il contratto factoring è un documento dove chi ha un’impresa cede quote della stessa in base al debito che ha nei confronti di un’altra persona, di solito un fornitore.

In italiano, questo tipo di contratto viene chiamato Cessione di credito di impresa e risulta essere molto semplice da fare. Nel contratto, si trovano

I dati dell’imprenditore e della sua azienda.

I dati di chi vanta un credito nei confronti dell’imprenditore.

Le quote cedute e il loro valore.

I crediti possono avere già un valore al momento della stipula del contratto, oppure avere un valore nei futuri ventiquattro mesi. In questo caso, nel contratto ci saranno delle clausole per tutelare chi riceve i crediti. Così, chi ottiene le quote non ha il rischio di perdere tutto. L’imprenditore sarà tenuto a pagare solo la differenza tra il debito e il valore delle quote cedute, e non tutto il debito, solo nel caso in cui questa differenza si verifica. Se le quote sono al pari con il debito, l’imprenditore non deve più nulla. Compito di chi riceve le quote sarà di farle fruttare, nel proprio interesse. In un secondo momento, l’imprenditore può decidere di pagare l’importo dovuto. In questo caso, chi ha ricevuto le quote è tenuto a restituirle e a dichiarare che il contratto è stato chiuso perché tutto è stato regolarmente pagato.

Tutto questo è stabilito dalla legge 52 del 21/02/1991. L’imprenditore può riprendere le quote anche se non ha pagato il debito. In questo caso, però, l’azienda deve essere dichiarata fallita. In più, il curatore nominato dal tribunale deve dimostrare che l’azienda che ha ricevuto le quote sapeva che l’imprenditore se la stava passando male. Se il giudizio è contrario, allora le quote restano per sempre in mano al creditore. Se il curatore dimostra che ci sono altre persone che hanno diritto al denaro prima di chi ha ricevuto le quote, allora questi deve cederle al curatore, per fare in modo che chi ha diritto per primo abbia la sua parte.

Il contratto di factoring viene molto utilizzato soprattutto in periodi di crisi, perché le aziende hanno difficoltà a pagare banca e fornitori. Le quote rappresentano una piccola garanzia, che consente di ottenere dei prestiti utili per andare avanti. L’imprenditore ottiene così credito più facilmente e, se invia il denaro entro la data di scadenza, ottiene in automatico le quote che aveva inizialmente ceduto. Il contratto serve proprio per organizzarsi a livello legale.

Modello Contratto di Factoring

Modello Contratto di Mediazione

Il contratto di mediazione si svolge tra tre parti, i due soggetti che si accordano e il mediatore, che riceve un compenso in percentuale. Vediamo come funziona e quali sono i casi in cui si usa un contratto di mediazione. Un esempio tipico è la compravendita. Oltre al venditore e a chi acquista, c’è un mediatore che, nel caso degli immobili, è un agente immobiliare. Il contratto di mediazione, però, si può usare in altri contesti.

La cosa importante è che il mediatore abbia ricevuto l’incarico da entrambe le parti per contratto e che abbia le seguenti caratteristiche.

Il mediatore deve essere iscritto in tribunale, all’elenco della FIMAA o a elenchi simili come agente d’affari.

Il mediatore va pagato da entrambe le parti.

Se ha delle spese, chi ha dato l’incarico al mediatore deve rimborsarlo.

Il mediatore deve comunicare se ci sono novità sul contratto.

Il suo compito è quello di portare al termine il contratto. Non è obbligato, ma fino a quando non lo fa non riceve la percentuale sull’affare.

Lo stesso contratto può avere più mediatori: in questo caso, ognuno deve ricevere la sua percentuale al termine del contratto. In generale, il mediatore è super partes, ma in qualche caso uno dei due soggetti del contratto può chiedere che il mediatore faccia le sue veci.

In questo caso, si fa riferimento all’art. 1762 del Codice Civile. Questo succede di solito a contratto chiuso, quando una delle due parti non può venire e serve qualcuno che passi il denaro al diretto interessato dopo la chiusura del contratto. Questo può succedere anche se una delle due parti vuole rimanere anonima, o comunque non può venire durante la firma del contratto.

Se il mediatore non registra il suo nominativo nell’elenco di zona, allora perde le provvigioni e riceve delle sanzioni. Dopo tre sanzioni, il mediatore può anche finire in galera. Il contratto di mediazione non va confuso con la mediazione di contratto, dove non sta messo nero su bianco il ruolo del mediatore. In questo caso, il mediatore non è tenuto a registrare il contratto.

Quindi, fai molta attenzione! Il contratto di mediazione deve avere

I dati personali delle parti.

I dati personali del mediatore e i suoi compiti nel contratto.

L’oggetto dell’accordo tra le parti. Nel caso di una casa, si indica anche valore, luogo e numero catastale dell’immobile.

Data e firma dei tre.

Verifica il contratto per vedere se è tutto in ordine prima di firmarlo.

Modello Contratto di Mediazione

Modello Richiesta Certificato Ipotecario

La richiesta del certificato ipotecario è una procedura che si può fare sia tramite gli enti preposti che direttamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Ecco come fare in entrambi i casi e come funziona il certificato ipotecario.

Il certificato ipotecario è un documento che serve per vedere se l’immobile che vuoi comprare è soggetto a ipoteca e quali ipoteche ha avuto nel tempo. I certificati possono essere di due tipi, il primo mette per scritto tutta la storia dell’immobile, mentre il certificato ipotecario più utilizzato permette di verificare se quell’immobile è stato ipotecato quando era in possesso di una persona e se l’ultima ipoteca è stata saldata.

Ora, per richiedere questo documento, è necessario compilare un modulo e sostenere dei costi, i costi di partenza sono di 42 Euro tra bolli e tasse, ma caso per caso la richiesta può costare di più. La richiesta, una volta compilata, va consegnata all’archivio provinciale, che provvederà a rilasciare il documento.

In alternativa, si può fare tutto al computer. Se sei iscritto all’Agenzia delle Entrate, vai sul sito e vai alla sezione dedicata ai servizi online Cosa devi fare. Troverai, tra le varie voci, quella per Consultare dati catastali e ipotecari. Scegli Certificato ipotecario e rilascio di copia, poi Software”e scarica la versione semplificata per ottenere il certificato.

Vediamo cosa deve esserci nel modulo di richiesta del certificato ipotecario.

L’indicazione della sezione dell’ufficio a cui ti rivolgi. Se vuoi, puoi far compilare questa sezione direttamente all’incaricato allo sportello.
Il tipo di certificato ipotecario richiesto. Dovrai solo barrare la casella.
Se il documento va in carta semplice o in carta bollata. Anche qui c’è la casella.
I dati del venditore dell’immobile o di chi ha ora il possesso dell’immobile.
Le indicazioni su dove si trova l’immobile. Più che l’indirizzo, qui si richiedono proprio i dati catastali, come la particella della mappa comunale e la denuncia dell’accatastamento.
I dati relativi al certificato da richiedere.
I dati relativi a chi sta richiedendo il certificato.
Il calcolo delle tasse.

Tutte queste indicazioni hanno una sezione specifica nel modulo, quindi non c’è modo di sbagliarsi. Ricorda che la sezione dei pagamenti va compilata allo sportello, oppure dal programma dell’Agenzia delle Entrate in automatico. Una volta ottenuto, il documento può essere fotocopiato, ma solo quello ottenuto allo sportello o direttamente online avrà valore legale.

Modello Richiesta Certificato Ipotecario

Modello Revoca Mandato Commercialista

La revoca del mandato al commercialista è più facile per i dipendenti e i privati, che in realtà possono rivolgersi anche al CAF. Per le aziende, i liberi professionisti e chiunque abbia una partita Iva, cambiare il professionista significa adempiere a una serie di doveri.

Un’azienda non può fare a meno di essere seguito da un commercialista nemmeno per un secondo, perché tutte le procedure fiscali dipendono dal lavoro di quella persona. In più, il vecchio commercialista ha tutte le carte che riguardano l’azienda e anche quelle piccole devono avere a che fare con vari enti. Quindi, è essenziale avere a che fare con un professionista serio e cambiare commercialista se si pensa che le cose non stiano andando come dovrebbero. Prima di chiudere le pratiche con un professionista, è bene chiamare un secondo commercialista, in modo che il primo possa passare tutte le carte al secondo non appena si chiude il mandato.

Per chiudere la collaborazione con il precedente commercialista, serve un modulo di revoca compilato da inviare con raccomandata con ricevuta di ritorno. Ecco come scrivere la revoca. Prima di tutto, inserisci l’indirizzo completo dell’azienda, indicando il titolare, il codice fiscale dello stesso e il numero di partita Iva dell’azienda. Ora, indica i dati del commercialista, includendo anche qui codice fiscale e partita Iva. Scrivi come oggetto Revoca mandato. Se c’è un contratto, è bene indicare la data dello stesso. In caso contrario, si può inserire la data di inizio mandato.

Ora, dovrai scrivere la formula di intestazione. La tua revoca prosegue informando il commercialista che stai rimettendo il mandato e stai chiudendo il contratto da voi firmato in una certa data. Dovrai informare il commercialista che il suo mandato è rimesso in una determinata data e che, pertanto, non deve più occuparsi delle questioni aziendali. Richiedi che tutta la documentazione relativa ai registri IVA e alle questioni fiscali e tributarie ti siano inviata tramite raccomandata al tuo indirizzo o a quello del tuo nuovo commercialista. Indica l’indirizzo del secondo professionista per essere certo che la documentazione arrivi anche lì. non ti resta che inserire la data e firmare il documento. Quando ricevi la raccomandata, ricorda di conservarla tra i documenti che si riferiscono alla tua azienda.

Dalla data inserita nel modulo di revoca mandato, tutte le carte passeranno al nuovo commercialista, che potrà riprendere il lavoro.

Modello Revoca Mandato Commercialista